Crisi, giovani spagnoli in fuga: sempre di più all’estero

Torino Via Garibaldi

Visto l’acuirsi della crisi e le severe misure appena varate dal governo di Mariano Rajoy, cresce a dismisura il numero dei giovani spagnoli pronti ad andare all’estero, visto che la disoccupazione colpisce la metà circa di essi. Rispetto al 2011, è aumentato infatti del 44,2% il numero dei giovani che, terminata l’ Università spesso seguita da uno o due Master, lasciano il paese. Una tendenza che riguarda anche gli immigrati, i quali in una Spagna senza prospettive di futuro, preferiscono tornare al proprio Paese d’origine. "Ho iniziato a spedire curriculum in Messico poco dopo Natale", racconta Sofia da Città del Messico. Dopo l’onda di licenziamenti nella grande azienda in cui era entrata dopo un Master, ha deciso di fare la valigie. "Nelle prime due settimane ho fatto tre interviste per posti adatti al mio profilo. In meno di un mese ho trovato un lavoro con un degno stipendio", spiega la giovane. Come lei, oltre 40mila persone si sono trasferite all’ estero, invertendo il flusso migratorio degli ultimi anni tra America Latina e Spagna: in oltre 4mila hanno scelto l’Ecuador, in 3mila il Venezuela, pochi meno l’Argentina. In realtà il dato non ‚ nuovo, anzi, è una conferma della tendenza degli ultimi anni, col crescere della disoccupazione giovanile in Spagna. Solo nei primi nove mesi del 2011, cresceva del 36,6% il numero di spagnoli che lasciavano il Paese.

Le mete preferite rimangono i paesi vicini dell’Europa, la Gran Bretagna in testa. A Londra si è per esempio trasferito David, vittima della bolla immobiliare. Appena finita la scuola dell’obbligo il giovane ha iniziato a lavorare nell’ edilizia. Poi è giunta la crisi, "el paro" – la disoccupazione -, le file davanti agli sportelli degli uffici di collocamento per ricevere il sussidio di disoccupazione. E ora l’ Inghilterra: "lavoro 12 ore al giorno come cameriere per non dipendere dai miei genitori". Un storia che potrebbe essere quella dei quasi 7mila giovani spagnoli emigrati quest’anno in Gb. Segue la Francia (oltre 5mila) e la Germania (quasi 4.500). Il dato sorprendente è infine la diminuzione dell’ immigrazione, in un Paese che nel 2004 era il secondo al mondo per volume, solo dietro agli Stati Uniti d’ America. Nel primo semestre del 2012, sono stati quasi 230mila i cittadini stranieri che hanno deciso di andarsene dal paese, contro i 178.021 che hanno scelto la Spagna come destinazione.

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