Crisi, Eurozona: armi spuntate contro attacchi

 

Gli interventi chiesti da Mario Monti – l’aumento delle risorse a disposizione del fondo salva-Stati e l’attribuzione di una licenza bancaria all’Esm – sono solo due delle ‘armi’ necessarie per combattere la crisi di cui finora l’Eurozona o non e’ riuscita a dotarsi o lo ha fatto in maniera insufficiente. E questo nonostante le molte buone intenzioni espresse dai leader Ue in occasione dei tanti vertici che si sono succeduti da quando, a fine 2009 e a causa della Grecia, e’ esplosa la crisi dei debiti sovrani.

 

* SCUDO ANTI-SPREAD. Per calmierare i rendimenti dei titoli pubblici dei Paesi sotto attacco i fondi salva-Stati Efsf e Esm possono teoricamente gia’ intervenire acquistandoli sia al momento dell’emissione (mercato primario) che sul mercato secondario. E’ quanto hanno chiesto Italia e Spagna all’ultimo vertice, ottenendo un risultato che pero’ finora non si e’ tradotto in alcuna azione pratica anche per le resistenze piu’ o meno esplicite di Berlino, Helsinki e L’Aja. C’e’ poi il problema della scarsita’ delle risorse a diposizione.

* POTENZIAMENTO FONDO SALVA-STATI. La soluzione trovata dai ministri delle Finanze la scorsa primavera – sommare le restanti risorse dell’Efsf (creato nel maggio 2010 con una potenza di fuoco di 440 miliardi) con i 500 miliardi del nuovo Esm che doveva nascere il primo luglio – si e’ arenata sulle secche di Karlsruhe, dove ha sede la Corte Costituzionale tedesca che pronuncera’ il suo verdetto solo il 12 settembre. Intanto, si valuta l’ipotesi di concedere al fondo una licenza bancaria che gli consentirebbe di appoggiarsi alla Bce.

* EUROBOND. Fin dall’inizio della crisi in tanti hanno sostenuto che la condivisione del debito tra i Paesi euro, o almeno di una parte di esso, sarebbe stato l’unico modo per ridare stabilita’ all’eurozona. La Germania di Angela Markel, sostenuta da Olanda e Finlandia, si e’ sempre opposta con granitica determinazione.

* VIGILANZA UNICA UE SU BANCHE. A giugno i leader Ue hanno deciso di affidarla alla Bce per eliminare un’importante causa dell’incertezza che domina sui mercati. Ma la speculazione viaggia a una velocita’ ben superiore a quella delle istituzioni Ue che hanno previsto la realizzazione di questo nuovo sistema solo a fine anno insieme alla nascita di un sistema unico di garanzia sui depositi bancari che eviti fughe di capitali all’interno dell’eurozona.

* BCE GARANTE DI ULTIMA ISTANZA. Fino a quando non ci sara’ anche una vera unione di bilancio tra i Paesi dell’Eurozona, Berlino non vuole neanche sentirne parlare. Ma sarebbe un altro modo molto efficace per dire ai mercati che gli Stati euro non possono fallire e riportare un po’ di stabilita’.

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