Crisi europea, ha ragione Berlusconi! – di Antonio Gabriele Fucilone

Il presidente Berlusconi ha parlato nel congresso del Partito Popolare Europeo che si è tenuto a Marsiglia. Ho trovato interessante l’articolo pubblicato su ItaliaChiamaItalia, intitolato "Crisi, Berlusconi a Marsiglia: Germania responsabile di situazione negativa". Anzi, trovo che il titolo sia più che eloquente.

Io penso che si stia ripetendo quanto successe all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, quando il Muro di Berlino cadde e la Germania si riunificò. I costi della riunificazione pesarono molto sui tedeschi, che poterono toccare con mano la situazione interna dovuta alla differenza economica tra l’ex BRD (l’ex Repubblica Federale Tedesca o Germania dell’ovest) e l’ex DDR, l’ex Germania dell’est, e lo Stato, allora governato dal cancelliere Helmut Kohl, prese delle misure che rischiarono di fare naufragare il progetto europeo. Oggi, la situazione si sta ripetendo.

C’è una grave crisi economica e l’Euro incomincia a vacillare. La Germania,  che è il baricentro dell’Unione Europea e della sua moneta,  ha preferito privilegiare il suo interesse a scapito di quelli dell’unione stessa. La gestione della crisi greca ne è un esempio. Questa Unione Europea è "germanocentrica" e, vista la sua condizione, incomincia a mostrare i suoi limiti. Se la Germania inizia a prendere certe decisioni, l’Unione Europea si ferma. Di fatto, L’Unione Europea è succube della Germania. Sembra che tutto ciò che c’è in Europa debba essere omologato al "modello tedesco". Qui in Italia, ad esempio, con l’avvento dell’Euro, i prezzi sono diventati simili a quelli che ci sono in Germania, più alti, come più alto è il costo della vita. Peccato che gli stipendi siano rimasti tali e quali a quelli in lire italiane.

Inizio a comprendere la decisione del Regno Unito, della Svezia, della Danimarca e della Polonia di non aderire all’Euro. Anzi, il Regno Unito vorrebbe acquistare maggiore sovranità economica. Io credo che il progetto europeo debba essere ripensato. Se continuasse così, quella del fallimento non sarebbe un’ipotesi molto remota.

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