Crisi economica, Merkel: futuro Europa appeso a quello dell’euro

Il destino dell’Europa è legato a quello dell’euro. Non usa giri di parole la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e da Berlino ha ribadito la sua posizione: "La disgregazione dell’euro porterà alla disgregazione dell’Europa".

La leader tedesca ha anche consigliato ai membri della sua coalizione di governo di "pesare molto attentamente le parole per non innervosire i mercati" dell’eurozona.

La Merkel inoltre punta a una ”maggioranza autonoma” la cancelliera tedesca Angela Merkel, in vista della prossima votazione, il 29 settembre, sulla ratifica delle riforme che aumentano competenze e dotazione del fondo salva-Stati (Efsf), nel Bundestag tedesco.

"Voglio una mia maggioranza", ha detto stamani nel corso di una conferenza stampa, all’indomani dell’ennesima debacle delle elezioni di Berlino per la coalizione di governo.

"E’ il mio obiettivo non solo per questa, ma per tutte le decisioni presentate dal mio governo”, ha aggiunto.

Lo slittamento all’anno prossimo, ha spiegato inoltre Merkel, del voto che dovrà approvare invece il meccanismo di stabilita’ (Esm) – che dal 2013 sostituirà l’Efsf -, dipende da questioni puramente tecniche.

Intanto, nella seduta di oggi, c’è stata una raffica di vendite per le Borse europee, poco aiutate dal pessimismo di Wall street: dopo quattro sedute consecutive in rialzo l’indice Stoxx 600, che registra l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 2,26%, che equivale a 137 miliardi di euro bruciati in un’unica seduta.

I mercati azionari più pesanti sono stati quelli di Milano (-10,5 miliardi di capitalizzazione) e soprattutto Stoccolma, che ha ha perso quasi tre punti e mezzo con titoli come Scania e Volvo in calo di oltre il 4%.

Secondo gli operatori di mercato, a procurare nervosismo è ancora il caso Grecia, che appare sempre più complicato da risolvere, con il ritorno della tensione sui titoli di Stato italiani e spagnoli.

Ha cercato di contenere le perdite la Borsa di Zurigo, anche se Credit Suisse ha ceduto oltre il 6% e Ubs ha perso un altro 1,85% dopo lo scandalo londinese. Nel settore del credito non sono comunque mancati altri scivoloni: il titolo di Societe generale ha perso il 6,70%, Lloyds il 6,68%, Barclays il 6,21%. Bene Caixabank dopo che il miliardario messicano Carlos Slim ha leggermente incrementato la sua quota.

Le parole del rappresentante permanente del Fondo Monetario Internazionale, Bob Traa, non hanno contribuito poi ad aggiungere ulteriori dubbi: "La Grecia ha bisogno di adottare misure aggiuntive per portare la riduzione del deficit ad un livello sostenibile".

"Saranno necessarie misure supplementari per ridurre il deficit" greco, ha detto Traa mettendo in guardia il governo greco contro l’applicazione di "tasse sempre più elevate".

"Le tasse potranno essere ridotte" per rilanciare l’attività economica, ha aggiunto, ma "dopo la riforma del sistema fiscale".

Non c’é dubbio che la sfida immediata sia nel settore fiscale, ha aggiunto l’esponente del Fmi, sottolineando che i memorandum non sono "scritti sulla pietra" e ci sono nuove sfide che arrivano ogni giorno.

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