Crisi, Draghi spinge su crescita e riporta fiducia nei mercati

Il presidente della Bce Mario Draghi spinge sull’acceleratore della crescita e riporta la fiducia sui mercati. Un sostegno arriva anche dai dati positivi delle trimestrali e macroeconomici, si allenta cosi’ la tensione sui titoli di Stato, lo spread Btp-Bund chiude di un soffio sotto quota 390, e gli indici delle principali Piazze europee consolidano i guadagni archiviando la seconda seduta consecutiva in rialzo.

Ha deluso l’asta in Germania, che peró non ha pesato quanto le stime del Pil. Berlino è riuscita a collocare titoli con scadenza luglio 2044 solo per 2,405 miliardi di euro contro i 3 miliardi di importo massimo prefissato, una volta che il rendimento medio offerto ha toccato il minimo storico del 2,41 per cento.

Il ministero dell’Economia tedesca pero’ ha annunciato di prevedere un’accelerazione del Pil nel 2013, e questo ha dato fiducia al mercato, cosí come le parole di Mario Draghi che spingono sulla crescita. Il numero uno della Bce, pur vedendo un miglioramento nella situazione dei mercati, sostiene sia prematura una ‘exit strategy’ che preveda un termine per le misure anticrisi, e che davanti alla situazione economica stabilizzatasi a bassi livelli ora serve un piano per la crescita.

Nella seconda metà della seduta di scambi, poi, l’attenzione si è spostata sulla Federal Reserve, in attesa che si concluda la due giorni di riunioni e vengano rese note le decisioni sui tassi. Le attese vedevano la Fed lasciare invariati il costo del denaro, come poi e’ avvenuto. Passa inosservato il dato sugli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti.

In Europa si guarda invece con una certa preoccupazione alla crisi del governo olandese. "Non si puó guardare al problema politico olandese isolatamente perch‚ è parte di una situazione politica piú ampia che si vede in Francia e Spagna", osserva un gestore, aggiungendo: "Quello che trovo preoccupante è che tutti i governi che sostengono l’euro e l’austerità di bilancio stanno avendo un momento difficile".

Londra soffre il ritorno in recessione del Regno Unito, e contiene il rialzo allo 0,16 per cento. Bene Francoforte (+1,73%), Parigi (2,1%), Madrid (+1,7%), ma soprattutto Milano (+2,91%), con la spinta delle banche dopo che il presidente della Banca centrale europea e anche grazie a trimestrali (Credit Suisse E Bbva) migliori delle attese.

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