Crisi che uccide, si impicca muratore pieno di debiti

La crisi miete le sue vittime anche a Bosa, comune di poco piu’ di ottomila abitanti sulla costa occidentale della Sardegna che dell’antico splendore conserva solo il titolo di Citta’ regia e qualche ambizione di citta’ turistica che pero’ non bastano piu’ ad assicurare un lavoro e un reddito dignitoso neanche a chi ha sempre lavorato duro.

Giovanni N., 52 anni, un lavoro ce l’aveva fino a qualche mese fa. Faceva il muratore. Finche’ a Bosa c’era ancora qualche muro da tirare su. Quando ha perso il lavoro, ha perso anche la voglia di vivere e la vita se l’e’ tolta ieri mattina con un cappio stretto intorno al collo. Per uccidersi ha scelto, sicuramente senza intenzione, un luogo simbolo della crisi dell’edilizia: una casa in costruzione alla periferia del paese, dove pero’ i lavori erano fermi da tempo proprio a causa della crisi. Su un tavolo ha lasciato un biglietto per la moglie e i suoi tre figli, due gia’ grandi, il terzo ancora adolescente. ‘Scusatemi – c’era scritto – ma forse non e’ solo colpa mia’. Il testo del biglietto in realta’ non dice nulla sui motivi del suicidio, sul quale potrebbe aver pesato anche qualche problema di carattere personale. I fatti pero’ parlano chiaro.

Fino all’anno scorso Giovanni ha fatto il muratore in societa’ con altri due colleghi. Ma i costi, tra previdenza, assicurazioni e burocrazia, erano sempre piu’ alti e il lavoro sempre di meno. La societa’ l’hanno sciolta alla fine dell’anno e a Giovanni sono rimasti solo una famiglia da mantenere e i debiti da pagare. Chi lo conosceva lo descrive come un uomo tranquillo, uno al quale la voglia di lavorare non mancava, ma con l’edilizia bloccata poteva capitare qualche giornata da fare di tanto in tanto, ma non bastava certo a mettere insieme il necessario per far andare avanti la famiglia. Pare le avesse provate tutte. Era anche andato in Comune a parlare col sindaco.

Gli aveva chiesto un lavoro o un aiuto economico, ma non aveva risolto nulla. Venerdi’ si e’ allontanato di casa. Forse aveva gia’ deciso cosa fare, forse ha solo vagato per tutta la notte prima di prendere la decisione estrema.

Secondo quanto ha potuto rilevare il medico legale della Asl di Oristano chiamato dai Carabinieri del paese a ispezionare il cadavere, il suicidio sarebbe avvenuto all’alba di ieri. Il cadavere e’ stato scoperto solo qualche ora dopo da un parente impegnato nelle ricerche che ha notato la sua auto parcheggiata davanti alla casa in costruzione e non ha potuto fare altro che avvertire i familiari e chiamare i Carabinieri. I funerali di Giovanni sono stati celebrati oggi pomeriggio.

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