Crisi, Capezzone: ridurre spesa pubblica e pressione fiscale

Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, in una nota, commentando l’aria di crisi che continua a soffiare forte nel nostro Paese, osserva: “La previsione era fin troppo facile, da giorni: l’Italia e’ di nuovo sotto attacco e, se ci fosse meno faziosita’ e maggiore serenita’ di giudizio, tanti dovrebbero prendere le distanze dalla campagna ‘forza spread’ che contraddistinse le ultime settimane del governo Berlusconi.

Il problema non era il governo Berlusconi, e ora servirebbe da tanti l’onesta’ intellettuale per riconoscerlo e scusarsi con gli italiani per le bugie antiberlusconiane (della sinistra e non solo) dell’autunno scorso”.

Per Capezzone adesso è necessaria “una chiara riforma liberale per reagire. Occorre ridurre drasticamente spesa pubblica e tasse: e’ inaccettabile l’idea di una spesa pubblica al 52% del Pil, ed e’ inaccettabile una pressione fiscale che sta strangolando famiglie e imprese”. Per questo, “serve una politica economica espansiva. E le risorse possono essere trovate mettendo sul mercato una parte non strategica del patrimonio pubblico, immobiliare e non. Serve una grande operazione di abbattimento del debito pubblico: se la politica italiana non e’ capace di un simile atto di coraggio e lungimiranza, sara’ fin troppo facile proseguire le campagne di destabilizzazione – via spread e interessi sul debito – del nostro Paese. Tutto cio’ fermo restando un fatto: oltre a queste specifiche misure italiane, e’ piu’ che mai necessario continuare a insistere per una grande riforma europea, che modifichi la missione della Bce – conclude il portavoce azzurro – e ne faccia un soggetto prestatore di ultima istanza come la Fed Usa”.

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