Crisi, Berlusconi sogna gli anni ’80: lira e inflazione per crescere

© Roberto Monaldo / LaPresse 23-10-2007 Governo: Berlusconi,  il momento di tornare al voto Nella foto Silvio Berlusconi ¤foto di repertorio¤

Un ritorno agli anni Ottanta, quelli del Drive In, di Colpo grosso, della nascita di Mediaset, di Bettino Craxi, dell’impennata del debito pubblico, dell’allegra finanza di Stato, dell’inflazione, della lira. La ricetta economica di Silvio Berlusconi per uscire dalla crisi e’ un salto nel passato, a circa trent’anni fa. Alla Camera per la presentazione di un libro, l’ex presidente del Consiglio rilancia l’uscita dall’euro: "Non e’ una bestemmia – dice- non e’ auspicabile, ma avrebbe i suoi vantaggi". Poi, offre la sua soluzione per uscire da una "crisi che sembra avvitarsi in una spirale recessionistica senza uscita". Berlusconi parla di una "soluzione obbligata: l’Europa deve dotarsi di una politica economica e finanziaria vera, di una banca che garantisce e interviene nei pagamenti al momento opportuno. Da questa crisi si esce con una Bce che si assume la garanzia dei debiti degli Stati dell’eurogruppo. La Germania si deve convincere che la Bce faccia la banca di garanzia. Se non lo fara’ la Germania si ritirera’ dall’euro e gli stessi esponenti della finanza tedesca me lo hanno detto. Oppure gli stati membri possono tornare alle monete nazionali. Non e’ auspicabile, ma ha i suoi vantaggi. Una moneta propria consente, anche con le svalutazioni competitive, di aumentare le esportazioni".

Per Berlusconi "non si deve avere paura di una moderata inflazione: se una bottiglia d’acqua costa 100, arrivera’ al massimo a 105. Negli anni ’80, pur con l’inflazione a due cifre, il Paese e’ cresciuto". Poi, rilancia: tornare alla lira "non e’ una bestemmia, ci sara’ scandalo per quello che dico, ma cosa succederebbe tornando alla propria moneta? Io non lo so con precisione. Puo’ darsi che ci sia una perdita di ricchezza, ma non arrivo a capirlo. La casa, per esempio, non puo’ subire perdita di valore nel mercato interno".

Il Cavaliere ricorda di essersi battuto, finche’ era a palazzo Chigi, per frenare le politiche economiche della Germania di Angela Merkel. Spiega di aver combattuto contro "la politica del rigore europea, data su impulso della Germania. Ho detto no alla tobin tax- aggiunge- ma i tedeschi insistono su questa posizione".

Di tutto questo ‘new deal’ berlusconiano, spiega ancora, si parlera’ tra un mese: "Il 15 luglio, nella mia universita’ liberale, abbiamo una riunione con tutti i premi Nobel dell’economia e i maggiori pensatori economici del mondo. Saranno coordinati dal nostro Antonio Martino e si parlera’ dell’uscita dall’euro".

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