Crimini di guerra, chiesti 28 anni per nazionalista serbo Vojislav Seselj

Ha chiesto una condanna a 28 anni di carcere per l’ultra-nazionalista serbo Vojislav Seselj la Procura presso il Tribunale dell’Aja per i Crimini di Guerra nell’ex Jugoslavia. Seselj, gia’ leader dell’estremistico Partito Radicale, deve rispondere di nove capi d’imputazione per crimini di guerra e contro l’umanita’, perpetrati durante le guerre balcaniche del periodo 1991-1993 a danno di croati, musulmani, kosovari e altri non serbi. Soprannominato "il capo della propaganda per la Grande Serbia", e’ in particolare accusato di aver istigato i militari ai auoi ordini all’odio etnico e a commettere omicidi, torture, stupri e occultamenti di cadaveri. Rinchiuso dal febbraio 2004 nel centro detentivo di Scheveningen, annesso al Tribunale Onu, Seselj si e’ sempre protestato non colpevole. Il processo, ormai alle ultime battute, ha avuto inizio nel novembre 2007.

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