Cravatta Day, si celebra il simbolo dello stile nel mondo

Protagonista in passerella ma anche al collo di cantanti, letterati, artisti, attori e uomini tra i più influenti della Terra, da secoli la cravatta è l’accessorio must have per gli amanti dello stile

A tinta unita o con piccoli disegni, a righe o pois, dai toni classici o con colori decisi, larga o stretta, in twill, lana, seta o raso, sono infinite le combinazioni che rendono unica ogni cravatta. Una passione trasversale per questa striscia di tessuto che ha conquistato il collo di milioni di gentlemen di tutto il mondo. Ed è a lei che, dal 2003, è stata dedicata una giornata. Il 18 ottobre di ogni anno si festeggia infatti il Cravatta Day, data non casuale che coincide con il giorno in cui l’Academia Cravatica avvolse intorno all’arena romana di Pola, in Croazia, una gigantesca cravatta rossa, lunga 808 metri, per rendere omaggio al simbolo della loro identità nazionale.

La cravatta infatti è stata introdotta nella moda moderna dai soldati croati in servizio in Francia che, indossando i loro tradizionali piccoli foulard annodati, suscitarono l’interesse dei parigini e in particolare del re di Francia Luigi XIV che diede inizio a una nuova moda per la nobiltà. Da allora, le cravatte hanno guadagnato sempre più popolarità e sono diventate un simbolo globale di stile e raffinatezza. La ricorrenza è stata ufficializzata nel 2008 quando il Parlamento Croato ha dichiarato all’unanimità il 18 ottobre “il giorno della cravatta”.

Ma è la storia a raccontare il grande successo che negli anni ha avuto questo accessorio a volte irrinunciabile. Protagonista in passerella ma anche al collo di cantanti, letterati, artisti, attori e uomini tra i più influenti della Terra, da secoli le cravatte popolano film, opere d’arte e canzoni.
“La cravatta, nata come semplice fazzoletto da apporre attorno al collo, è diventata nel tempo simbolo della raffinatezza maschile e must irrinunciabile per i gentlemen moderni che desiderano regalare un tocco raffinato anche ad un look casual – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano – Le nostre cravatte conservano uno stile riconosciuto come punto di riferimento a livello internazionale che, pur nel rispetto dell’eleganza classica, si rinnova e si evolve risultando sempre attuale. Da qui la volontà di unirci ai vicini croati e celebrare la quintessenza dell’eleganza maschile.”

Una passione per la cravatta che ha conquistato anche il mondo femminile, che subisce ancora il fascino senza tempo dell’uomo elegante. Inoltre le protagoniste dello star system sempre più spesso optano per il tuxedo per eventi ufficiali e première oppure per look dallo stile maschile che, giocando con i contrasti, esalta la loro femminilità. Da Kim Basinger in giacca e cravatta alla prima di Grudge Match a Janelle Monae che non salirebbe mai sul palco senza il suo inseparabile smoking. E ancora Rihanna e Winona Ryder.

Un interesse per la cravatta confermato anche dalle numerose installazioni artistiche che hanno fatto il giro del mondo. Dal duo creativo Isaac Amala, pittore, e Liz Simpson, fotografa e scultrice, che insieme realizzano innovative e straordinarie installazioni utilizzando cravatte riciclate che racchiudono la storia unica di chi le ha indossate, all’opera di denuncia contro il maschilismo realizzata con 45 tonnellate di cravatte dall’artista di origini israeliane Michal Cole. E ancora la cravatta è stata raffigurata in numerosi quadri: dipinta da Amedeo Modigliani nel celebre ritratto Donna con la cravatta, incorniciata agli inconfondibili baffi di Dalì e al collo di uomini senza volto nelle opere tracciate dalla sapiente mano di Magritte.
Una striscia di tessuto che è stata anche protagonista del grande schermo connotando il look delle star di intramontabili film. Dalla celebre coppia di comici Stanlio e Ollio, quest’ultimo paffutello con gli immancabili baffetti neri e cravatta corta, che hanno fatto la storia del cinema nella prima metà del Novecento, al mito dei The Blues Brothers, in camicia bianca, vestito nero, occhiali da sole e cravattino uguale. Simbolo di potere e benessere è la cravatta indossata da uno spregiudicato Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street.

E ancora la cravatta nei tipici colori della Casa di Grifondoro indossata da Harry Potter, il maghetto ideato da J.K Rowling che ha lasciato un segno indelebile nel mondo letterario e in quello cinematografico. Infine nelle cinquanta sfumature della cravatta di Christian Grey si insinua la sensualità e il desiderio di milioni di donne. Già verso la prima metà dell’Ottocento lo scrittore Honoré de Balzac aveva espresso il suo pensiero sulla cravatta “La cravatta è l’uomo; è attraverso di essa che l’uomo si rivela e manifesta” al quale seguì, verso la fine del secolo, il celebre aforisma di Oscar Wilde “Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita”. Ma sono solo alcune delle numerose citazioni sulla cravatta che sono uscite dalle penne dei più importanti scrittori che hanno fatto la storia della letteratura.

Ma è con i cartoni animati che l’emblema dell’eleganza rivela la sua anima più divertente ed estrosa. Al collo del goffo Armando, inseparabile amico della Pimpa, e accessorio irrinunciabile del primitivo Fred Flintstone. E ancora elemento distintivo del popolarissimo Orso Yoghi e simbolo della cultura manga nel fumetto del ladro gentiluomo per eccellenza, Lupin.

Anche le icone della musica non hanno saputo rinunciare alla cravatta per essere immortalati sulle copertine dei loro album. Celebre è quella nera di Vasco Rossi indossata nella foto dell’album “Vivere o Niente” e poi venduta all’asta su eBay a favore di Amnesty International, l’eleganza di Michael Bouble racchiusa nella cover dell’album “To be loved”, lo stile stravagante sfoggiato da Francesco Gabbani sulla copertina di “Occidentali’s Karma” e l’intramontabile vinile dei The Beatles, “Yesterday”, che raffigura i quattro giovani artisti in giacca e cravatta nera.

Ma perché la cravatta continua a essere un accessorio irrinunciabile per gli amanti dello stile? “Un tempo la cravatta era considerata un accessorio da indossare in momenti in cui l’eleganza e la formalità erano d’obbligo – prosegue Stefano Bigi – Oggi tale tendenza è stata sdoganata e la cravatta, oltre a ricoprire un ruolo fondamentale nel vestire classico, ha iniziato ad essere utilizzata anche per donare un tocco di personalità ad outfit più casual ed informali, da sfoggiare durante il tempo libero, diffondendosi anche tra i giovanissimi”.

Complice anche la televisione che porta nelle case degli italiani l’immagine di uomini che alla cravatta hanno deciso di non rinunciare reinventandola e indossandola in svariate situazioni e stili. Classica è la cravatta indossata da Giorgino, Bilà, Marinelli, Laruffa e Maltese che prestano il volto all’informazione nei telegiornali, scura e stretta la cravatta al collo delle Iene, dai colori sobri ed estremamente eleganti le cravatte che hanno impreziosito il look dell’ex presidente degli Stati Uniti Obama, in netta contrapposizione ai colori accesi preferiti dal suo successore Trump.

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