Costi politica, si va verso fiducia: c’è nodo coperture

Impasse per il decreto legge sui costi della politica: il blitz messo a segno dalla maggioranza, con il sostegno anche della Lega, in commissione alla Camera e che prevede tra l’altro la proroga della sospensione del pagamento delle tasse per i comuni colpiti dal terremoto dell’Emilia lascia il provvedimento senza le adeguate coperture. Il governo, che e’ pronto a mettere la fiducia gia’ domani sul testo all’esame dell’Aula della Camera, sta valutando come procedere e si profila anche il rischio di un nuovo passaggio in commissione.

Tre i principali capitoli rimasti aperti: l’allungamento al 30 giugno 2013 del regime speciale concesso ai territori terremotati, la possibilita’ per i Comuni che estinguono i mutui anticipatamente di non pagare le penali nonche’ lo slittamento per la presentazione delle dichiarazioni Imu. Governo e maggioranza sono a lavoro per cercare di trovare una mediazione e rispondere alle esigenze contabili e politiche allo stesso tempo. Tra le possibili soluzioni non si esclude anche quella di rinviare il nodo della proroga dei pagamenti per le zone terremotate, che rappresenta lo scoglio principale, alla Legge di Stabilita’.

La proroga dello stop dei pagamenti dei tributi per le aree colpite dal sisma, stando ai calcoli dell’Esecutivo varrebbe 140 milioni e dunque una copertura adeguata si impone. Dal momento che la misura e’ stata pero’ approvata con un voto trasversale delle forze politiche a un emendamento fotocopia Pd-Lega, l’Esecutivo sta faticando a trovare una via d’uscita soddisfacente per tutte le parti in causa. Che dubbi vi siano sull’approccio alle Autonomie locali da parte dei ‘professori’ e’ anche quanto sottolinea il leader del Pd Pier Luigi Bersani: ‘Questo governo – dice – non ha avuto feeling con le autonomie locali e questo e’ un aspetto a cui bisogna porre rimedio’.

L’obiettivo del governo resta quello di evitare una prova di forza, chiedendo la fiducia su un testo diverso da quello approvato nelle commissioni della Camera. Ragion per cui o la maggioranza e l’Esecutivo trovano un compromesso entro il primo pomeriggio di domani (nella sede tecnica del cosiddetto Comitato dei diciotto) oppure diventa necessario chiedere un rinvio dell’esame dell’Aula. Da considerare pero’ c’e’ anche la variabile tempo: il decreto legge scade ai primi di dicembre e deve passare all’esame del Senato, senza dimenticare la necessita’ del Parlamento di esaminare l’ex Finanziaria.

Difficolta’ alle quali si aggiunge l’altola’ arrivato dall’Italia dei Valori che ha annunciato di voler far valere il regolamento parlamentare che prevede in caso di rinvio in commissione la sospensione dei lavori dell’Aula.

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