Costa Crociere, Proprio bravi quei giornalisti dei TG! – di Roberto Pepe

Con la disavventura della Costa Allegra, fortunatamente finita bene, siamo ripiombati nel più squallido, stupido giornalismo dei cosiddetti inviati speciali. Si  è tornati all’interessantissima domanda (bisogna aver studiato giornalismo e psicologia per farla): “Che cosa ha provato in quell’istante?”, per arrivare alle più fervide manipolazioni dei TG. Addirittura la stessa intervista fatta alla stessa persona, tagliata in un modo, indicava un’eccelsa organizzazione ed un personalizzato supporto dell’equipaggio nel momento del bisogno, mentre in un altro TG, il cui fine era il catastrofismo, alla stessa persona (con un sapiente mixage) facevano dire solo che avevano avuto tanta paura da dover abbandonare la nave in un clima di terrore.

Da una parte gli elogi a tutto l’equipaggio, fatto suffragato dalla conferma della stragrande maggioranza di turisti a continuare le ferie, mentre in un altro TG, il solito giornalista voleva far raccontare ai passeggeri esclusivamente gli ovvi momenti di spavento passati, con l’unico scopo di impressionare lo spettatore. Questo modo di fare giornalismo in diretta solo puntando sul dolore, sulla paura, sulle disgrazie, sollecitando addirittura all’intervistato sensazioni che inizialmente non ha denunciato – “Ma ha avuto paura, però?” – diventa una farsa  puerile a chi le spara più eclatanti!

Non dico di dire che va tutto bene, madame la marchesa, ma quanto meno di fronte al mondo intero, cerchiamo di non far apparire l’organizzazione turistica italiana più scadente di quella che, in realtà, risulta essere! Dopo tutto, col turismo ci campiamo in molti in Italia ed alla Costa ci lavorano 18.000 dipendenti!

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