Cosentino, Di Pietro: Sì all’arresto, Parlamento non sia complice

Antonio Di Pietro protagonista assoluta a "Otto e mezzo", trasmissione di approfondimento politico condotta da Lilli Gruber.

Si parla subito del caso Cosentino, che ha acceso il dibattito politico negli ultimi giorni: "Domani – afferma il leader dell’Italia dei Valori – si gioca una pagina importante per la credibilità delle istituzioni, vedremo se il Parlamento manifesta col voto contrario all’arresto di Nicola Cosentino una complicità politica e morale". Sarebbe davvero, in questo caso, una "ragione in più per andare al voto perchè il paese non merita un Parlamento di complici".

Tonino è da sempre convinto che la soluzione ai mali dell’Italia siano le elezioni anticipate: "Ci sono complici morali se si difendono situazioni indifendibili. Non so se Cosentino sia colpevole, ma per i magistrati c’è il pericolo di fuga e di inquinamento probatorio e noi solo perchè siamo parlamentari decidiamo che i giudici non devono procedere". E questo a Di Pietro non piace: "L’idea che in uno Stato di diritto un parlamentare possa esprimersi come ritiene più opportuno lo capisco, ma che se viene accusato di rapporti con la criminalità organizzata il Parlamento impedisca ai giudici di intervenire mi pare da Stato della giungla, da stato assoluto che umilia il Parlamento".

Sul caso Cosentino Umbero Bossi ha lasciato libertà di voto ai suoi deputati. Ma il Senatur, attacca Di Pietro, "non ha letto le carte che sono lì, sul sito web della Camera, leggete la richiesta di arresto dell’autorità giudiziaria". "Noi – annuncia – domani chiederemo il voto palese, anche se ho già sentito stasera che ci sarà chi porrà il veto perchè vuole il segreto dell’urna".

A Palazzo Grazioli, mentre Di Pietro parla in tv, è in corso un incontro fra Silvio Berlusconi e Nicola Cosentino. Per quale ragione? Il leader Idv ha le sue idee: "Forse Berlusconi ha paura che Cosentino parli o magari lo vuole ringraziare per la collaborazione politica, e non solo, che gli ha dato…".

Di Pietro commenta il rinvio della decisione della Consulta in merito all’ammissibilità dei referendum: "Non so come deciderà la Consulta, ma qualunque sia la decisione la accetteró". E alla domanda su chi secondo lui starebbe attentando alla democrazia, replica: "Tutti i partiti che ad eccezione dei cosiddetti referendari, vorrebbero che non si facessero i referendum e vorrebbero affrontare la legge elettorale in Parlamento senza impegno".

"Le regole del gioco si scrivono tutti insieme". Lo dice Antonio Di Pietro a ‘Otto e mezzo’ sul fatto che Pdl, Pd e Terzo Polo stanno muovendosi per la riforma elettorale. Il leader Idv chiede che "ci si sieda con serieta’ tutti insieme attorno a un tavolo" per arrivare a una riforma che tuteli il bipolarismo e permetta ai cittadini di scegliere coalizione e programma.

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