Cosa conviene a Salvimaio?

Si propongono come eccellenti affabulatori, rintuzzano ogni fendente, colpo su colpo. Sembrano spadaccini in pedana. Fanno campagna elettorale. E allora?

“Talora non è meno eloquente il tacere del parlare” (Plinio il giovane)

“Chi tace spaventa” (Alda Merini)

“Si ha potere quando si tace, perché così la gente comincia a dubitare di se stessa” (Andrew Warhol)

“Spesso non è la montagna avanti a te che ti consuma. È il sassolino nella scarpa” (Muhammad Ali)

“Chi tace la verità è come se dicesse il falso” (Plauto)

“Uno è padrone di ciò che tace e schiavo di ciò di cui parla” (Sigmund Freud)

COSA CONVIENE A SALVIMAIO?

“Troncare, sopire”: farebbe davvero bene a Di Maio e Salvini e ai nostri interessi? Non è facile capire se sarebbe utile o no, per l’Italia, applicare il vecchio detto manzoniano “Sopire, troncare, troncare, sopire”? Per un verso i benefici per il nostro governo sembrano evidenti: come si può lavorare, con tranquillità ed efficienza, se ogni giorno si è obbligati a fronteggiare polemiche ricorrenti e aggressive, e critiche anche stravaganti, comunque poco credibili, da parte dei commissari europei, dei cosiddetti giornaloni e dei telegiornali, dei vecchi politici che ci hanno portato al disastro e, infine, di certi indomabili tecnici?

LA CAMPAGNA ELETTORALE

Per un altro verso, vero che Luigi Di Maio e Matteo Salvini (e, molto sobriamente, il premier Conte) si propongono come eccellenti affabulatori e rintuzzano ogni fendente, colpo su colpo. Sembrano spadaccini in pedana. Si dice: fanno campagna elettorale, pensando al voto di maggio, e così acquistano consensi. Se non lo facessero, probabilmente sarebbero seppelliti sotto la valanga di critiche.

MA ANCHE I CRITICI…

È palese che anche i loro accusatori pensano con preoccupazione alle elezioni europee, presumibilmente decisive per il destino di alcuni partiti e della politica che fu, sbalzata via da poteri, privilegi e poltrone.

DI MAIO FULMINA FLORIS

Di Maio a “Di martedì” ha fulminato Giovanni Floris che gli chiedeva più o meno: “Siete sicuri che il prossimo governo europeo sia più benevolo per voi?” Risposta sorridente: “Mi sembra davvero improbabile che arrivi qualcuno che ci voglia meno bene dei commissari di oggi”. E poi: “Chi governava prima di noi ci ha lasciato una realtà catastrofica. Ora cambiamo rotta e cerchiamo di risolvere i problemi. Perché tanto accanimento contro di noi?”. Difficile dargli torto, a me pare.