Coppa Italia, Alfano vada a casa – di Leonardo Cecca

Fino ad oggi credevo, pur se con molte riserve, che certi comportamenti fossero tipici solo di qualche politicuccio ed in casi estremi di ministri di seconda fascia, ma ora si scopre che il contagio ha colpito anche il ministro dell’Interno; sì, proprio quell’Alfano che fino a poco tempo fa  militava nel partito berlusconiano e poi, possiamo dire, se ne è uscito per beccarsi una poltrona che cerca di difendere ad ogni costo.

Ultimamente, in occasione delle incivili dimostrazioni per la casa, durante le quali i no-global hanno dimostrato che a loro interessa solo attaccare le forze dell’ordine ed un poliziotto avrebbe calpestato volontariamente una persona a terra, episodio subito stigmatizzato dal capo della polizia con l’affermazione "abbiamo un poliziotto cretino", ed anche del deplorevole episodio della partita di calcio a Roma, sembra che l’illustre ministro quasi non sappia nulla.

Nega che ci siano stati accordi, ma milioni di persone hanno visto in diretta tv la trattativa; nega che ci sia stato un accordo scritto, ma Repubblica pubblica stralci di un verbale scritto da un ispettore di polizia. Perchè prima di riferire in Aula Alfano non si è consultato con il suo capo Renzi che era presente alla partita? Anche in questo vergognoso episodio il ministro deve per forza mettersi a mo di zerbino?

Sembra che il Viminale ed il Governo facciano di tutto per stendere un velo sulla vergognosa vicenda, ma devono sapere che di una certa cosa, pur se nascosta, si avverte la presenza per la puzza.

A questo punto viene da chiedersi se è giusto pagare lo stipendio, e tutti gli annessi e connessi, ad un personaggio che non sa mai niente e quando parla dice solo amenità. Se Alfano ha un po’ di decenza vada a casa ed al suo posto venga messo il primo usciere che capita, tanto farà sicuramente meglio e per senso civico dirà almeno che ha visto e/o sentito qualcosa.

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