(Con)tanti saluti al Governo Monti – di Andrea Lorusso

Mario Monti parte lento, lentissimo. L’unico provvedimento certo che esce dal Consiglio dei Ministri è qualcosa di dovuto, da ratificare. Ovvero quella famosa "Roma Capitale" che oggi può vantare maggiore libertà d’azione e potere di spesa. Mentre Ici, patrimoniale, abolizione delle pensioni d’anzianità, aumento dell’Iva con sgravi sui costi del lavoro? Tutto rinviato a data da destinarsi. Il vero problema di questo Governo è il plebiscito avuto in parlamento al voto di fiducia che tutti i giornali hanno esaltato, mentre altrove si è ritenuto fosse il primo vero sintomo di debolezza di questo nuovo Governo. Come si sa, infatti, nelle vere democrazie quando tutti comandano non decide nessuno. Come potrà mai trovarsi una sintesi tra Pdl-Pd-Idv-Udc-Fli-Mpa e chi più ne ha più ne metta? Se il partito del Cavaliere dice "No alla patrimoniale, sì all’Ici" mentre l’Idv dice: "No all’Ici, sì alla patrimoniale", mi sembra arduo trovare un punto di sintesi. Per non parlare dell’abolizione dei vitalizi. La dura verità è che questo sarà il più immobile, impallinato ed inconcludente tra i Governi degli ultimi 50 anni. Lo sgangherato Berlusconi, con la sua pur risicata maggioranza, avrebbe potuto fare molto di più per il Paese portando la sua Presidenza alla naturale scadenza della legislatura nel 2013. E’ ovvio che 316 menti unite su 630 governano decisamente meglio di 580, che si guardano in cagnesco e sperano di essere i veri protagonisti di veti o applausi sui diversi provvedimenti.

Tuttavia questa mattina, leggendo i giornali ho appreso che è presente l’intenzione di dare una ulteriore stretta all’uso del contante dopo essere stata portata la soglia massima negli ultimi anni da 12mila 500 a 5mila euro, per essere oggi a 2mila 500. Ora invece si parla di 500 o forse 300 euro. Si comincia a vedere chiaramente l’effetto degli "uomini di banca" sull’Esecutivo, visto che da anni gli Istituti Bancari e le varie Banche Centrali del Mondo puntano alla graduale riduzione per poi eliminare totalmente la moneta cartacea a favore di bancomat e carte di credito.

La dematerializzazione della moneta verrà promossa (oltre con i divieti di legge) con incentivi e disincentivi. Si parla di "commissioni zero" per uso e pagamenti tramite moneta elettronica e aumento dei costi per il ritiro del contante allo sportello.

Insomma, "punire gli utilizzatori del denaro contante" per favorire la tracciabilità anche dei più piccoli movimenti. Non so cosa abbia di liberale un provvedimento così chiaro di "Polizia tributaria"; ma è anche vero che, per quanto riguarda le transazioni virtuali, l’Italia in Europa è il fanalino di coda. Se si stesse meglio quando si stava peggio non è dato saperlo, ma è certo che si è tenuta a bada questa crisi meglio di altri Paesi per via della graduale globalizzazione del nostro sistema economico, della presenza di microimprese che danno ossigeno al territorio e la vecchia cara mentalità "del mattone". Non è mentalità retrò, ed è ovvio che andiamo verso un futuro in continuo mutamento. Ma punire la gente perché preleva il proprio denaro guadagnato con il proprio lavoro, per poi spenderlo a livelli da terzo mondo, mi sembrerebbe un’ingiustizia sociale perpetuata a favore del tirannico consumismo, con il solo obiettivo di fare perdere a lungo andare ai Popoli la percezione ed il valore del denaro. Questi gli effetti dell’Economia drogata in cui viviamo.

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