Consiglio PdL, Alfano: Berlusconi è perseguitato dalla magistratura – di Barbara Laurenzi

Roma – Sono le 15.00 quando i tecnici chiamati per l’occasione all’Auditorium Conciliazione cominciano a smontare il palco bianco allestito per il Consiglio nazionale del Pdl. Termina in anticipo quella che doveva essere una lunga giornata di lavori e che, di fatto, si conclude non appena viene ufficializzata la nomina di Angelino Alfano a segretario del partito. 

Trenta minuti e oltre per il primo intervento da segretario di Alfano, che nelle ultime settimane ha raccolto molti apprezzamenti anche per quel suo sapersi tenere alla larga dall’allegra comitiva di Bisignani & Co., così come emerso dalle intercettazioni.

“Berlusconi è un perseguitato dalla magistratura, ma la situazione non è la stessa per tutti”, ha sottolineato il ministro della Giustizia, che ha indicato nel premier l’unica leadership valida e ricandidabile nel 2013. Per Alfano, inoltre, è auspicabile un partito degli onesti, “ma non tutti lo sono”. 

Le reazioni del partito romano non si sono fatte attendere. Dal plauso della governatrice Renata Polverini, “con Alfano è stata intrapresa la strada giusta”, alle congratulazioni a denti stretti del sindaco Gianni Alemanno, “c’è molto lavoro da fare, non bisogna dimenticare le primarie”.

Alfano è un forzista puro, entrato in politica nel ‘94 proprio con la nascita di Forza Italia e sempre al fianco di Berlusconi. Alemanno viene dall’ormai storica An e, si sa, l’unione tra i due vecchi partiti sta portando molte dispute nei delicati equilibri politici capitolini. Senza contare che il sindaco della Capitale sta cercando, con risultati innegabili, di farsi strada fino ai vertici nel Pdl. 

Riforma della giustizia e regolamentazione delle intercettazioni. Sono questi i due temi indicati dal premier come punti primari del programma da portare avanti fino al termine della legislatura. Berlusconi ha poi invitato i presenti a “saltare le lungaggini burocratiche” e a nominare Alfano segretario “per acclamazione”.

“Oggi sono su questo podio con la consapevolezza che molti altri, più bravi di me, avrebbero meritato di stare al posto mio – ha dichiarato il neosegretario -. Mai avrei pensato di arrivare fino qui. Devo un grazie a tutti voi”. Alfano ha poi ringraziato i tre coordinatori Pdl per aver permesso la sua nomina nonostante lo statuto del partito prevedesse un iter diverso. 

Antonio Razzi, deputato eletto nell’Idv dagli italiani all’estero residenti in Europa e poi passato con la maggioranza, a colloquio con ItaliachiamaItalia spiega: “È vero, Berlusconi è un perseguitato e lo sanno tutti. Perché non hanno mai indagato su di lui prima che entrasse in politica o, in alternativa, perché non aspettano che finisca il suo mandato? La verità è che non lo lasciano lavorare”. 

Razzi conferma a ItaliachiamaItalia il giudizio positivo sulla nomina di Alfano.

Alfano ha dichiarato che c’è bisogno di un partito onesto, “ma non tutti lo sono”. Condivide?, gli chiediamo. “Non lo so – risponde Razzi -, non saprei dirlo perché non conosco tutti i componenti del Pdl. Quello che è certo è che il premier non è lasciato in pace”. 

Berlusconi ha inserito la legge sulle intercettazioni tra le priorità del vostro programma. Secondo lei, in tempi di crisi, per le famiglie italiane le intercettazioni sono una priorità?

“Non condivido il fatto che chiunque venga ascoltato mentre parla al telefono, anche di fatti personali. È giusto fare le intercettazioni per i reati di mafia o per le cose serie, ma adesso si è in una situazione eccessiva e si spende troppo. Si vogliono ridurre i costi della politica, però poi si continua a spendere per ascoltare chi parla al proprio telefono".

A proposito dei costi della politica, Tremonti ha rimandato i tagli ai vostri vitalizi al 2014 mentre i rincari per le famiglie, su bollette e benzine, sono attivi fin da subito. Non le sembra un beffa agli italiani?

“Ci sono già stati tolti mille euro, quindi un taglio c’è stato. Poi il resto si farà con il tempo, un passo alla volta”. In effetti, con mille euro in meno i nostri parlamentari rischiano la povertà…

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