Congresso Pd, deputati dem eletti all’estero: “Sia un confronto sereno”

“Ciascuno scelga con libertà, intelligenza e coscienza una mozione e un candidato, accomunati tuttavia da una stessa passione civile e dal comune desiderio di far bene all'Italia”

Si è aperta la stagione congressuale del PD che ci vede partecipi come iscritti e militanti. Ognuno di noi ha manifestato liberamente la sua preferenza per uno dei tre candidati alla segreteria del partito – Matteo Renzi, Andrea Orlando, Michele Emiliano -, una scelta che si concretizzerà in un momento di forte valenza democratica come sono le primarie aperte a iscritti e simpatizzanti. Vogliamo dire a tutti coloro che nel mondo si riconoscono nel PD, nei suoi fondamenti ideali e nelle sue proposte politiche che siamo prima di tutto fieri di appartenere ad un partito democratico non solo di nome ma democratico nella sua vita interna, nel modo di scegliere i suoi leader e nel percorso che segue per darsi un programma di governo. Un partito che discute, si articola, si divide rispetto alle opzioni e ai candidati che si confrontano, ma che poi si riconosce unitariamente nelle regole di un reale esercizio di democrazia. Un’eccezione nel quadro italiano, in cui le forze maggiori dipendono da un capo sciolto da controlli e verifiche della sua stessa base”. Così in una nota congiunta i deputati del Pd eletti all’estero, Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi.

“Per la funzione strategica che il PD ha nel contesto italiano ed europeo, per il fatto che è l’unica forza che possa validamente contrastare l’arrivo al governo di partiti populisti e di centrodestra e per la sua vita democratica interna, che consente a ciascuno di far valere le sue ragioni e di correggere eventuali errori di impostazione politica, abbiamo deciso di restare nel Pd. Difendendo il PD e la sua integrità, infatti, pensiamo di difendere le possibilità di successo del centrosinistra e le prospettive democratiche del Paese.

Il congresso sia anche un’occasione per parlare degli italiani nel mondo, del ruolo che rivestono in centinaia di realtà geopolitiche, del crescente riconoscimento che incontrano, del vantaggio che possono apportare alla ripresa e all’immagine dell’Italia. Anche questo non è un servizio al Pd, ma un servizio al Paese.

Per questo, l’augurio di un buon congresso, libero e responsabile, che rivolgiamo a iscritti e simpatizzanti è nello stesso tempo un impegno per difendere e rafforzare la democrazia italiana, con la partecipazione e la forza dei cittadini, sia di quelli che vivono in Italia sia di quelli che vivono all’estero”.

“Ciascuno – concludono i dem – scelga con libertà, intelligenza e coscienza una mozione e un candidato, accomunati tuttavia da una stessa passione civile e dal comune desiderio di far bene all’Italia”.