Congresso Pd, candidati ai nastri di partenza: Renzi in pole

Chiusa positivamente con una tregua momentanea la vicenda relativa alla sopravvivenza del governo Letta, il Partito democratico torna ad occuparsi dell’ormai imminente inizio della corsa congressuale. Entro l’11 ottobre verranno formalizzate le candidature alla segreteria e dal giorno dopo si aprirà ufficialmente la campagna in vista delle primarie dell’8 dicembre.

Ai nastri di partenza, salvo improbabili sorprese dell’ultimo minuto, ci saranno quattro nomi: Giuseppe Civati, Gianni Cuperlo, Gianni Pittella e Matteo Renzi. Con quest’ultimo a ricoprire le vesti del favorito della vigilia.

Il sindaco di Firenze aprirà il suo tour a Bari, sabato 12 ottobre, dove, ospite del primo cittadino Michele Emiliano, traccerà le linee guida del suo programma per il partito e per il Paese. Un discorso che dovrebbe essere forte e incisivo, dal forte profilo innovatore, già considerato come una sorta di nuovo "Lingotto", sequel ideale del celebre intervento di Walter Veltroni a Torino che segnò di fatto la nascita del Pd.

"Con me segretario, il governo di Enrico Letta sarà più forte", era il titolo di un’intervista di Renzi alla Stampa di ieri. Al di là delle dichiarazioni di facciata, però, a Palazzo Chigi cresce l’attesa per le parole che lo stesso Renzi pronuncerà a Bari e per l’effetto che potrebbero avere sulla tenuta della maggioranza. Il timore è che eventuali critiche dell’ex rottamatore al governo possano essere utilizzate da esponenti del Pdl per mettere in luce possibili divisioni nel Pd. Una risposta alle sollecitazioni che in questi giorni stanno arrivando da più parti nel campo dem di fronte alle spaccature interne al centrodestra. Nel partito non tutti sono convinti della capacità (o della volontà) di Renzi di tenere unite le varie anime che compongono l’universo democratico.

"Dispiace – afferma Simone Valiante, membro della segreteria molto vicino a Giuseppe Fioroni – che Renzi scelga il trasformismo di Franceschini e il reclutamento sui territori di qualche vetero comunista alla ricerca di una nuova e improbabile verginità politica. In questo modo è difficile innovare". A sollevare dei dubbi sulla futura convivenza tra il sindaco di Firenze nel ruolo di segretario ed il premier Enrico Letta, è Pippo Civati: "Non so se convenga a Renzi fare il segretario del Pd per lavorare al fianco di Letta, come se fosse il suo fratellino minore. Lui ha senso come candidato premier. Ma se si impone lo schema del governo, Letta diventa più forte di lui. Matteo è un centravanti, se gioca mediano è un problema".

Preoccupazioni per la tenuta del partito arrivano invece da Giorgio Merlo: "Renzi e Cuperlo – afferma – al di là dell’esito delle primarie, devono trovare una forte unità per la gestione del partito. Senza questo obiettivo si può andare incontro a micro scissioni che possono indebolire il progetto del partito in vista delle future elezioni". E se il renziano Ivan Scalfarotto si dice convinto che "la fase congressuale darà slancio al Pd e potrà essere stimolante per un confronto serio e costruttivo", Goffredo Bettini esorta tutti a lasciarsi dietro le spalle il correntismo "funzionale solo a classi dirigenti conservatrici e logore che vogliono mantenere e difendere i loro orticelli in contrasto col fortissimo sentimento di unità tra i nostri elettori".

In attesa del 12 ottobre, però, nel Pd tiene banco il dibattito sulla legge elettorale, su cui le posizioni nel partito si stanno radicalizzando. Oggi Roberto Giachetti ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame e lanciato un ‘No Porcellum Day’ per il prossimo 31 ottobre, criticando la staticità del percorso di riforma in Senato e la timidezza del Pd nell’affrontare la questione. L’iniziativa di Giachetti ha ricevuto l’appoggio immediato di alcuni deputati democratici, tra cui Ermete Realacci, Pippo Civati e i renziani Michele Anzaldi, Lorenza Bonaccorsi, David Ermini e Ernesto Magorno. Al contrario, ha suscitato diverse critiche tra le fila dei bersaniani, tra cui Alfredo D’Attorre: "Giachetti è interessato a farsi pubblicità più che a trovare davvero il modo di superare il Porcellum". Se non sono prove di congresso, poco ci manca.