Congo, bambini-soldato: 14 anni di prigione per Lubanga

Thomas Lubanga, l’ex signore della guerra congolese colpevole di aver arruolato con la forza migliaia di bambini-soldato, dovra’ scontare una condanna a 14 anni di prigione. Questa la decisione resa nota oggi da Adrian Fulford, giudice della Corte penale internazionale dell’Aja. Si tratta della prima condanna pronunciata dalla Cpi dal momento della sua costituzione, avvenuta nel 2003 in base allo statuto di Roma approvato nel 1998. Per Lubanga l’accusa, dopo la sentenza di colpevolezza pronunciata dalla stessa Corte all’unanimita’ il 14 marzo scorso, aveva chiesto l’ergastolo, o almeno 30 anni di galera.

Ma oggi gli stessi giudici, a maggioranza, hanno deciso diversamente. Perche’, ha spiegato Fulford, ‘l’imputato ha mantenuto un atteggiamento collaborativo durante tutta la durata del processo nonostante le pressioni costanti e ingiustificate esercitate dall’accusa’. Lubanga si e’ reso responsabile di crimini ‘molto gravi’ costringendo in modo generalizzato bambini-soldato di eta’ inferiore ai 15 anni a lasciare le loro case e i loro affetti, ha spiegato il giudice della Cpi prima di pronunciare la condanna. Ma le circostanze aggravanti invocate dall’accusa non sono state provate ‘al di la’ di ogni ragionevole dubbio’, a cominciare da quelle relative a presunte violenze sessuali.

L’imputato ha ascoltato impassibile la lettura della condanna. La Corte ha stabilito che nei 14 anni di prigione dovranno essere compresi quelli gia’ scontati in stato di detenzione preventiva all’Aja, dove venne trasferito nel marzo del 2006 da Kinshasa in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Cpi per crimini contro l’umanita’. I reati per cui Lubanga, 52 anni a dicembre, e’ stato condannato risalgono al periodo compreso tra il 2002 e il 2003, quando, dopo aver fondato l’Unione nei patrioti congolesi (Upc), assunse la guida del braccio armato del partito, la milizia della Repubblica democratica del Congo. In quegli anni migliaia di persone furono uccise in operazioni di pulizia etnica.

La condanna a una pena detentiva di 14 anni di Lubanga, e’ stato il commento dell’ufficio del procuratore generale della Cpi, ‘manda un segnale chiaro agli autori di crimini contro l’umanita’: non resteranno impuniti’. Della stessa opinione la Coalizione per la Cpi, organizzazione a cui aderiscono 2500 associazioni. Mentre la direttrice di Avvocati senza frontiere (Asf), Francesca Boniotti, non ha nascosto una certa delusione.

La condanna ‘non avra’ l’effetto dissuasivo sperato’, ha osservato. ‘E’ un’occasione persa’. La Corte dovra’ ora decidere dove Lubanga andra’ a scontare la pena residua tra i sei Paesi (Mali, Serbia, Inghilterra, Belgio, Austria e Finlandia) che hanno offerto la loro disponibilita’.

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