Con Monti l’Italia è una nave che affonda – di Giampiero Pallotta

La nave affonda. No, non mi riferisco alla Costa Concordia. Di questa vicenda non ne parlerò perché sono rimasto “schifato” per come e’ stata trattata da tutti gli organi d’informazione. Provo orrore per la lapidazione mediatica inflitta al Comandante colpevole o meno. I giornali stranieri non hanno perso l’occasione per denigrare tutti noi italiani. Vergogna! Rispetto per le vittime e condoglianze ai loro parenti per questa tragedia, ma non si può condannare alcuno sulla base di ricostruzioni giornalistiche.

Per “nave che affonda” intendo il nostro Paese, e non e’ mia intenzione farne una demenziale metafora come stanno facendo i soliti zombi di quanto accaduto sulle coste dell’isola del Giglio, come da più parti si e’ potuto leggere. Mario Draghi sta lanciando dichiarazioni allarmate per tutta l’area euro. Più di una fonte autorevole dà per certo il fallimento dell’euro. Dopo la recente perdita della tripla A della Francia, nemmeno la Germania sembra più tanto al sicuro. Il Fmi (Fondo Monetario Internazionale) prevede nel 2012 per l’Italia un Pil (prodotto interno lordo) a meno 2,2%. La “governance europea” e’ incapace di una politica chiara ed efficace per proporre delle soluzioni alla grave crisi in atto. Mario Monti le idee le ha, “peccato siano sbagliate”.

Con le misure che ha varato l’unica speranza che ha di accaparrarsi piu’ denaro e’ data dalla tassazione indiretta. Cioè da quelle forme di tassazione dalle quali non si può proprio scappare, a men di non trasferirsi in un’altra nazione, che e’ quanto stanno facendo moltissime aziende. Il livello di pressione fiscale, già prima insopportabile, ora e’ insostenibile. Il risultato sarà l’aumento del numero delle aziende che chiuderanno, generando economia sommersa (con conseguente aumento dell’evasione fiscale) e le fughe di imprese e capitali. A due passi dall’Italia, in Slovenia, un dipendente con uno stipendio di 900 euro costa al datore di lavoro 1.200 euro, compresi i costi previdenziali e assicurativi. In Italia, lo stesso dipendente, per il medesimo stipendio, costa all’azienda 2000 euro. Sempre in Slovenia il gasolio per autotrazione e per il riscaldamento costa il 40% in meno. Non esiste il bollo per gli autoveicoli. Le assicurazioni si pagano molto meno. Il costo dell’energia elettrica e’ “ridicolo” perche’ buona parte del fabbisogno energetico e’ garantito da una centrale nucleare, mica da pale eoliche o pannelli solari.

Parliamo di un Paese europeo, con la valuta in euro e con merci, aziende e persone che possono liberamente fare concorrenza (e la fanno, e come se la fanno) all’Italia. Non solo ci sono imprese di costruzione, trasporti ed alimentari che vendono o vengono ad operare in Italia, ma ci sono pure tantissime aziende italiane che si stabiliscono in Slovenia, con tanti saluti a Monti. Lo stesso accade anche con l’Austria o addirittura con la Svizzera. Non ci sarà decreto “cresci Italia” che salverà il Paese: è una questione di mercato. Soprattutto non sarà il decreto di Monti sulle liberalizzazioni a risolvere alcunché. Sono una “beffa”: non vanno a sostegno dei settori produttivi. Con questo “goffo” e “insufficiente” tentativo Monti spera di abbassare i costi di beni e servizi, ma non e’ cosi’. Ad esempio la riforma per i distributori di carburante. Le tasse sulla benzina in Italia gravano per il 60% ed il benzinaio paga il carburante piu’ di tutti in Europa e non e’ libero di rifornirsi dove gli conviene, come potrà abbassare il costo? L’enorme pressione fiscale, l’assoluta incapacità di “leggere” il Paese da parte di un governo composto da “professori bocconiani”, il pugno di ferro dell’Agenzia delle Entrate, le gravissime difficoltà che “incombono” su strati sempre più larghi della popolazione stanno producendo l’unico risultato possibile: scioperi, proteste, bombe a Equitalia. La situazione e’ esplosiva e il “Movimento dei Forconi”, partito dalla Sicilia, sta contagiando altre zone del Paese. Non sono “indignados”: sono “incazzati neri”. Non sono “figli di papà” che vanno a farsi una “scampagnata” per “divertirsi” a bruciare piazze, case ed automobili. Queste reazioni, gli “illuminati professori”, dovrebbero conoscerle per averle studiate su qualche libro di storia. Dovrebbero sapere cosa significano: la direzione presa e’ sbagliata. Eppure nulla: Monti continua imperterrito per la sua via, massacrando la parte produttiva del Paese pur di continuare a mantenere intatti i “ben pasciuti”, insaziabili e sterminati apparati burocratici statali.

Il 16 ottobre 2011 sul “Corriere della Sera” Monti affermava: “La permanenza in carica dell’attuale presidente del Consiglio (Berlusconi) viene vista da molti come una circostanza ormai incompatibile con un’attività di governo adeguata, per intensità e credibilità, a sventare il rischio di crisi finanziaria e a creare una prospettiva di crescita”. La realtà e’ stata spietata. Con l’avvento di Monti il famoso “spread” sostanzialmente e’ rimasto invariato, anzi e’ anche aumentato, quanto alla crescita neppure l’ombra. Monti e’ stato a lungo invocato come il “Messia”. Si attendeva il “salvatore” di quello che si sarebbe chiamato “chiunque salvo Berlusconi”. A questo punto, la “compagnia” che invocava il “salvatore”, con la stessa “stolta costanza” con cui diceva male di Berlusconi, qualunque cosa facesse, dicesse o non dicesse, ora dice bene di Monti checché faccia, dica o non dica. La grande stampa italiana (Corriere della Sera, La Stampa, La Repubblica, Il Fatto quotidiano, L’Espresso) e la “mediocrazia” televisiva (Ballarò, Che tempo che fa) dimostrano nei confronti del governo Monti e della sua persona “un favore assoluto”. Anche la satira di regime (Crozza, Benigni) “velenosissima”, offensiva e spesso oltre la “volgarità” con Berlusconi, nei confronti di Monti e’ “affettuosa”, facendo finta di farne la satira lo trattano con benevola ironia: e’ “pateticamente” imbarazzante. Tutti sono estremamente vogliosi di annunciare al mondo i benefici effetti del cambiamento. L’economia precipitava, con Berlusconi? E ora si vorrebbe dire che con Monti si assiste ad una ripresa “spettacolare”. Solo che la ripresa non c’e’. Si suonano le campane a festa se un giorno la Borsa va meno male del previsto, ma poi non si sa come nascondere il fatto che lo “spread” dei nostri Buoni del Tesoro con gli analoghi titoli tedeschi e’ aumentato. La “cura” Monti non funziona? Chi se ne frega, l’importante e’ aver costretto Berlusconi a fare un passo a lato. Monti, che per l’ultimo dell’anno ha voluto godersi, pur mangiando un modesto cotechino comprato da sua moglie, lo “sfarzo” e il “prestigio” di una stanza di Palazzo Chigi, “simbolo del potere”, da mostrare agli strettissimi familiari ed amici affinché si compiacessero della meta raggiunta dal loro “anfitrione”, ha dimostrato di essere un uomo “ambizioso” e pieno di “boria” (che si nascondono spesso sotto le spoglie di una falsa modestia), ma e’ anche così “noioso”, “grigio”, straordinariamente “piatto”. “Sua superbia” Monti e’ talmente “gonfio” di sé che lui non sbaglia mai, semmai sono gli altri che sbagliano compresi quelli di “Standard & Poor’s” che ha relegato l’Italia da lui governata in serie B. Con Monti l’Italia va sempre peggio e ci si mette pure la Costa Concordia per farci abbassare ancora di più il rating. Come possiamo ancora sperare che nel mondo ci possano considerare persone serie? Siamo stati il Paese degli imperatori, degli scienziati, degli esploratori, degli scopritori, degli inventori, dei geni dell’arte e della scienza ed ora cosa sono gli italiani in Italia? Dei poveri diavoli, sfigati, incompetenti, delle marionette nelle mani di un “teorico borioso” ex burocrate. Il “senatore a vita” da 25mila euro mensili vita natural durante col sorriso sulle labbra, e gli italiani con un bastone piantato nel di dietro, e qualcuno lo trova anche piacevole. De gustibus…

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