Comunali, a Modena PdL in tilt: ‘Non siamo più alternativi alla sinistra’

All’indomani delle elezioni amministrative, sotto la Ghirlandina, il Pdl modenese recita il mea culpa e non nasconde la preoccupazione per il futuro del partito. L’analisi piu’ severa e’ quella del consigliere regionale e comunale, Andrea Leoni, che avverte i colleghi: "La prima regola e’ non raccontare balle ai cittadini. Le urne sono state chiarissime: il Pdl a Modena non e’ piu’ l’alternativa alla sinistra", sentenzia. "Lo sconfortante dato politico che emerge è la marginalità di quello che una volta era l’avversario principe della sinistra anche in una terra ostile per i colori azzurri come la nostra – ragiona Leoni – risalire la china non sara’ facile a livello nazionale, ma rischia di essere una missione quasi impossibile a livello regionale e provinciale".

A Modena, osserva il consigliere, "nei tre Comuni dove si e’ votato i giochi sono stati fatti tutti a sinistra. A Novi la lista appoggiata dal Pdl arriva quarta e non ci saranno eletti azzurri. A Serramazzoni, Comune dove alle elezioni politiche il centrodestra ottiene sempre la maggioranza, la lista appoggiata dal Pdl arriva addirittura al quinto posto e nessun consigliere".

Di fronte a questa situazione, "e’ troppo comodo dare la colpa ai candidati, come hanno gia’ fatto alcuni dirigenti nazionali del partito. Io, invece, li voglio comunque ringraziare per l’impegno. La verita’ e’ un’altra: il Pdl non viene votato perche’ non ha una linea politica chiara".

Secondo Leoni, che all’ultimo congresso non ha partecipato, seguendo la deputata Isabella Bertolini, "e’ un partito che non incarna il cambiamento. D’altronde, mentre il quadro politico si modificava, il Pdl invece che elaborare una nuova proposta politica per il Paese ha scelto la burocratica liturgia dei congressi che, quando sono andati bene sono stati una mera conta interna e quando sono andati male come a Modena hanno rilevato problemi assai gravi". Ora, spiega, "fino ai ballottaggi dovremo impegnarci per tentare di limitare i danni. Dopo il secondo turno sara’ bene aprire una discussione a tutto campo che abbia anche il coraggio di rimettere in discussione l’esistenza stessa del Pdl per dare vita ad un nuovo soggetto capace di interpretare davvero la societa’ italiana".

Luca Ghelfi, consigliere provinciale Pdl vicino al senatore Carlo Giovanardi, chiede di guardare al bicchiere mezzo pieno: "E’ giusto esaminare la sconfitta, ma partiamo da un dato: esiste un popolo di centrodestra, e noi dobbiamo intercettarlo". Ora, dice Ghelfi, "bisogna iniziare a lavorare, possibilmente in maniera diversa: cominciando dalla condivisione dell’esame di un risultato certamente non esaltante, di cui farsi carico, sebbene frutto di scelte e strategie altrui".

Secondo il consigliere comunale Pdl, Michele Barcaiuolo, invece, l’elettorato del Pdl si sarebbe posto semplicemente ‘in attesa’, e solo per la minima parte avrebbe scelto il voto di protesta. "I risultati elettorali di ieri aprono non solo ampi spazi di riflessione, ma soprattutto ampissimi spazi di azione politica all’interno del Pdl- dice- se il calo nei numeri e’ evidente in alcune realta’ specifiche del Paese, e’ opportuno osservare come l’elettorato del Pdl si sia in realta’ posto in una situazione di attesa". Ma anche Barcaiuolo ammette "l’incapacita’ avuta dal Pdl di fornire nuove risposte politiche negli ultimi mesi". Tira le somme e scuote il capo, invece, Nino Frauilini, che siede nel Consiglio di Pavullo: "Dalle debacle del Pdl a Modena emerge prepotentemente il fatto che ad urne chiuse il Popolo della liberta’ si ritrova senza neanche un eletto".

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