Compravendita senatori, Lavitola: ‘fu de Gregorio a dirmi di mettere nei guai Berlusconi’

Resta a Napoli il processo a Silvio Berlusconi per la presunta corruzione dell’ex senatore Sergio de Gregorio. Lo ha stabilito il collegio della prima sezione penale del tribunale partenopeo rigettando la richiesta avanzata dalla difesa dell’ex premier che chiedeva di spostarlo a Roma per competenza territoriale.

Bocciata anche l’eccezione di insindacabilità secondo la quale Berlusconi non andava processato in quanto i suoi contatti con De Gregorio rientravano nell’ambito delle attività da parlamentare.

Durante l’udienza di oggi, inoltre, sono state presentate le liste dei testimoni: in totale circa 80 tra accusa e difesa ma la maggior parte (una cinquantina) sono le persone chiamate a testimoniare dagli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Michele Cerabona. Il processo è stato poi rinviato al 2 aprile quando inizierà l’audizione dei testimoni.

Anche Silvio Berlusconi sara’ ascoltato nel processo sulla presunta compravendita di senatori nel quale e’ imputato con l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola. Accusa e difesa hanno indicato Berlusconi come testimone. La prossima udienza e’ stata fissata per il 2 aprile.

Le fasi preliminari del processo si sono dunque concluse. Ora si entrerà nel vivo. Intanto Lavitola, facendo spontanee durante il processo che si sta svolgendo a Napoli, ha dichiarato che fu il senatore Sergio de Gregorio a consigliargli di patteggiare: "Patteggia, metti nei guai Berlusconi e così uscirai da tutti i procedimenti", gli avrebbe detto de Gregorio. L’ex direttore de ‘L’Avanti’ ha poi dichiarato di avere intenzione di collaborare con la procura di Napoli. "Dirò qualsiasi cosa ritengano opportuno purché mi liberino", ha concluso.