Complotto a Berlusconi, il silenzio di Napolitano continua – di Leonardo Cecca

Lo scorso 21 maggio Napolitano in visita a Lugano ha affermato: "abbiamo fortemente bisogno di serenità anche nel confronto fra opinioni e nei momenti di più accesa competizione politica ed elettorale". Nulla da eccepire su quanto detto, se le parole non fossero state pronunciate da chi, una volta seduto sullo scranno più alto, non ha fatto altro che ostacolare il governo Berlusconi; basti tener conto dei frequenti richiami a fare uso limitato dei decreti legge, richiami quasi assenti verso gli altri governi, della sua totale disattenzione verso la persecuzione giudiziaria nei confronti di Berlusconi, per arrivare, infine, all’odierno dibattito, a dire il vero già in essere da tempo, che cerca di far luce sul ribaltone del 2011, e portato avanti da varie fonti autorevoli sul quale il Quirinale ha fatto fino ad oggi solo un sospiro sospetto sostenendo che nulla sapeva.

Napolitano, forse troppo preso dai vari giochetti, non si è nemmeno accorto che i tre governi da lui imposti non avevano la legittimazione  elettorale e che dal 2010 la disoccupazione è aumentata di almeno il 3%, è aumentato il divario tra la nostra economia e quella dei paesi europei, è aumentato, nonostante le montiane promesse, anche il debito pubblico e le tasse sono schizzate alle stelle. Cosa pensava Napolitano che gli italiani avrebbero accettato di buon grado tali "goliardate" oppure si sarebbero "incazzati" in quanto oltre a non veder rispettato l’esito elettorale si sono anche impoveriti? Da "statista” non poteva pensare che tali giochetti avrebbero portato all’esasperazione ed incentivato modi di comunicare e di far politica poco "eleganti"?

Ho dimenticato una cosa importante, cioè che Napolitano fa parte di coloro che simpatizzano per i regimi ove il capo dispone ed impone e che hanno modi spiccioli per sedare il malumore: i carri armati (vds rivoluzione magiara).

 

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