Comites, Fedi (Pd): il registro elettorale? Garante decida in fretta

L’allarme l’ha lanciato nelle scorse ore ItaliaChiamaItalia: sarà il garante della Privacy a stabilire se i candidati ai Comites potranno avere l’elenco degli elettori che si sono registrati per poter votare. Così a voluto la Farnesina, così si è fatto. In attesa di una risposta, il dibattito e aperto. E a intervenire oggi sul tema è Marco Fedi, deputato Pd eletto all’estero e residente in Australia, che fa una premessa: “Il percorso che ci ha portati alle prossime elezioni dei Comites, dopo anni di rinvii, è stato oggettivamente contraddistinto da numerose problematiche e crescenti difficoltà”. Ma ormai le elezioni sono vicine e mancano solo pochi giorni per potersi iscrivere al registro elettorale e dunque votare.

Sarà il 17 marzo “l’ultimo giorno in cui i cittadini italiani iscritti all’Aire, da almeno sei mesi, potranno registrarsi nell’elenco degli elettori del proprio Consolato ed esercitare così il diritto di voto. I consolati – sottolinea Fedi – provvederanno poi ad inviare a tutti gli iscritti negli elenchi elettorali i plichi necessari per votare per corrispondenza entro il 18 aprile. In questi stessi giorni, parte la campagna elettorale ed informativa dei candidati e delle liste. Ed è proprio su questo punto che si registrano le ultime, ci auguriamo, difficoltà”.

Ed ecco che il deputato dem entra nell’argomento più caldo: “Si tratta in particolare della questione riferita alla possibilità per le liste e i candidati di ottenere dai Consolati l’elenco aggiornato degli elettori, così da poter svolgere adeguatamente la campagna informativa ed elettorale. Da quanto apprendiamo, numerose rappresentanze consolari rispettando le direttive della Farnesina, non hanno risposto ancora alle richieste dei candidati e delle liste concorrenti di ricevere l’elenco degli elettori. Questo, sembrerebbe, in attesa del pronunciamento del garante della Privacy”. Già, è proprio così: proprio come spiegato da ItaliaChiamaItalia.

Fedi spiega che in realtà “il garante si era già pronunciato nel settembre 2005 su tutta la materia attinente alla propaganda elettorale nel ‘decalogo’ del Garante, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 settembre 2005 n. 212, facendo riferimento esplicito anche ai Comites:

Liste elettorali – Possono essere anzitutto utilizzati, senza il preventivo consenso degli interessati, i dati contenuti nelle liste elettorali che ciascun comune tiene, aggiorna costantemente e rilascia in copia anche su supporto elettronico. L’intera platea degli elettori può essere così contattata agevolmente.

Possono essere altresì utilizzati i seguenti altri elenchi e registri in materia di elettorato attivo e passivo:
• elenco degli elettori italiani residenti all’estero per le elezioni del Parlamento europeo;
• elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all’estero finalizzato a predisporre le liste elettorali, realizzato unificando i dati dell’anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) e degli schedari consolari;
• elenco dei cittadini italiani residenti all’estero aventi diritto al voto per l’elezione del Comitato degli italiani all’estero (Comites);
• liste aggiunte degli elettori di uno Stato membro dell’Unione europea residenti in Italia e che intendano esercitare il diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo.

In base a tale pronunciamento, appare evidente che l’elenco degli elettori, realizzato con le nuove modalità, rimane comunque un elenco pubblico, finalizzato al voto, gestito da una pubblica amministrazione e legato comunque alla iscrizione AIRE che ne è il fondamento. Per queste ragioni sicuramente i dati anagrafici e l’indirizzo postale andrebbero assicurati ai rappresentanti di lista al solo scopo della campagna elettorale”.

“Altro discorso, invece, le email e i numeri di telefono. In occasione delle elezioni 2013 – scrive ancora Marco Fedi in una nota – il garante aveva comunque stabilito che la condizione dell’assenso, ai soli fini elettorali, potesse essere superata. Aveva però stabilito una data entro la quale tale deroga poteva applicarsi. Essendo decorsa tale scadenza, pare evidente che su questa materia debba pronunciarsi nuovamente il garante”.

“Per quanto mi riguarda, ben venga questo parere ma si faccia in fretta! Stupisce, in un certo senso, scoprire che per elezioni programmate da tempo, poi rinviate, e ormai prossime, non si sia preventivamente acquisito questo parere. Del resto, la domanda da parte delle liste e dei candidati di questi elenchi, non rappresenta un’eccezionalità ma la norma di una qualsiasi campagna elettorale. Davanti a questo ritardo ci verrebbe da pensare, ancora una volta, alla mancanza di attenzione nei confronti delle nostre collettività. Ritengo, quindi, che anche per le elezioni dei Comitati degli Italiani all’Esteri, trattandosi di organismi elettivi, possa essere valido quanto stabilito dal provvedimento sopracitato. In ogni caso – conclude l’eletto all’estero -, mi auguro che la decisione sia presa in fretta, nel rispetto delle nostre collettività e di quanti, in tutto il mondo, si sono messi in gioco in prima persona”.

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