Come sapere se un’azienda è sana, 2 modi per evitare brutte sorprese

L’importante è non prendere sottogamba e non sottovalutare questo passaggio, che altro non è che una precauzione per evitare dissesti finanziari

foto da confiancenews.com

Qualsiasi azienda lo sa, soprattutto le piccole e medie imprese che hanno un giro d’affari di “nicchia” e dipendono, oltre che dalle proprie competenze, dalla puntualità di clienti e fornitori nel rispettare gli impegni presi. Basta infatti un ritardo o un’insolvenza per mettere a serio rischio la liquidità dell’impresa. Per questo motivo è più importante che mai, soprattutto in un periodo di economia in stallo, valutare attentamente l’affidabilità e la “salute” finanziaria dei partner con cui si sta per dare via a nuove relazioni commerciali. Il monitoraggio della solvibilità dei clienti e dei fornitori – in particolare di quelli nuovi e poco conosciuti – non soltanto è lecito e legittimo, ma anche altamente consigliabile, per evitare in seguito spiacevoli sorprese.

Al quesito sul come sapere se un’azienda è sana oppure no, potremmo rispondere in molti modi. L’importante è non prendere sottogamba e non sottovalutare questo passaggio, che altro non è che una precauzione per evitare dissesti finanziari, sempre dietro l’angolo quando di fronte ad una grossa commessa l’azienda cliente non paga i prodotti e i servizi pattuiti entro i termini previsti dal contratto.

Come valutare la solvibilità di clienti e fornitori

  1. Verificare l’iscrizione presso l’Ufficio delle Imprese

Da solo questo passo non basta per avere sufficienti certezze circa l’affidabilità di chi si ha di fronte, ma è pur sempre il primo e il più veloce da effettuare. Un buon punto di partenza per scongiurare in anticipo fregature e perdite di tempo con soggetti poco “trasparenti” e imprese inesistenti. Basta chiedere presso la Camera di Commercio locale indicando la partita IVA o del codice fiscale dell’azienda in questione.

2. Verificare debiti, ipoteche e pignoramenti

A proposito di Camera di Commercio: qui, oltre a verificare la regolare iscrizione, è possibile chiedere e ottenere la “Visura Protesti”. Si tratta di un documento conservato nel Registro Informatico dell’ente, che riassume gli insoluti a carico delle aziende registrati da parte di banche e istituti di credito. Si possono constatare anche eventuali pignoramenti, ipoteche, sequestri e fallimenti. Tutti dati che la dicono lunga sull’affidabilità e sullo stato di salute di un’azienda.

Per ulteriori garanzie, e per avere un quadro ancora più completo sulla situazione finanziaria di un’azienda, bisognerebbe visionare una copia del bilancio depositato. Fermo restando che i due punti precedenti dovrebbero essere sufficienti per avere un’idea di massima abbastanza affidabile, il bilancio è un documento da prendere con le pinze, nel senso che alcuni dati che riporta devono essere interpretati e non sono necessariamente indicativi di una verità certa e assoluta. Basta un semplice esempio per chiarirci le idee: un aumento dei debiti può sia testimoniare una crisi in atto, sia un consolidato rapporto coi fornitori, che proprio sulla base di questa fiducia – evidentemente ben riposta dopo anni e anni di buoni affari – non hanno difficoltà a fare credito o dilazionare nel tempo i pagamenti.