Come gestirà il potere il nuovo governo?

Il nuovo governo riuscirà a imporre, finalmente, un metodo gradito ai cittadini? È ragionevole sperarlo?

“Il potere è la capacità di effettuare dei cambiamenti” (Martin Luther King)

“Il successo è una cosa piuttosto lurida; la sua falsa somiglianza col merito inganna gli uomini” (Victor Hugo)

“La sete che rende grande l’uomo è quella del sapere; la sete che lo rende microbo è quella del potere”. (Liomax D’Arrigo, aforista italiano)

“Il potere deve premiare chi ha le idee più chiare e la forza per affermarle” (Giancarlo De Cataldo)

IL POTERE

La butto lì. Il problema del nuovo governo, come sempre, nei secoli e dovunque, compresi i precedenti della storia repubblicana, sarà l’esercizio del potere. Il nuovo governo riuscirà a imporre, finalmente, un metodo gradito ai cittadini? È ragionevole sperarlo?

UTOPIA? UN MODO PERÒ CI SAREBBE…

Direi che un modo ci sarebbe, e sarebbe importante, per le forze politiche, per cominciare a recuperare – almeno in parte – la fiducia degli italiani. Mi riferisco alle imminenti decisioni da prendere sulle nomine per le società pubbliche.

LE NOMINE PER LE AZIENDE PUBBLICHE…

Nei prossimi mesi scadono decine di consigli di amministrazione. Cassa depositi e prestiti, garante dell’antitrust, garante dell’energia, società partecipate da Eni ed Enel, Gse (gestore servizi energetici), Invimit (patrimonio immobiliare pubblico), Italia Turismo, e tante altre ancora. Ad agosto anche la Rai, il paradiso agognato da ogni tipo di furiose e viscide ambizioni.

É IL POTERE DEL PALAZZO, BELLEZZA!

È il Palazzo, bellezza, il grattacielo dei più diversi poteri. Cambierà qualcosa? I Cinquestelle hanno detto che, se andranno al governo, non faranno tabula rasa, ma confermeranno i dirigenti che abbiano ottenuto risultati positivi e manderanno a casa i lavativi e gli inetti. È una buona cosa, anzi ottima, ma – sarò incontentabile! – non ancora sufficiente.

DA BOLDRINI A FICO, C’È QUALCHE SPERANZA

Perciò mi auguro che il nuovo Parlamento, presieduto per fortuna non più da una Boldrini qualsiasi, ma da un dirigente affidabile e tosto come Fico, si orienti verso due ulteriori provvedimenti incentrati sul merito. Il primo: istituire una commissione super partes che decida su tutte le nomine: una commissione formata da personaggi estranei a ogni movimento o partito, noti per cultura, competenza, senso dello Stato.

INIZIATIVE VALIDE PER AFFERMARE IL MERITO…

È un’utopia? Probabilmente. Di certo, più realizzabile la seconda speranza, che eliminerebbe la giusta indignazione dell’opinione pubblica. Basta con i compensi esagerati e liquidazioni milionarie, a prescindere (con spreco di denaro pubblico). Basterebbero premi proporzionati ai risultati ottenuti. Con una sola parola (sacra): il merito.