Cittadinanza italiani all’estero, Molossi (MAIE): tassa 300 euro danneggia connazionali in Brasile e Sud America

Continuano le posizioni critiche del MAIE nei confronti della decisione governativa di introdurre una tassa di 300 euro sulle richieste del riconoscimento della cittadinanza per i discendenti degli italiani che risiedono all’estero.

Anche dal Brasile si fa sentire Luis Molossi, membro del Comites de Curitiba, Consultore della Regione Veneto in Brasile e Coordinatore MAIE, che per commentare questa decisione non esita a citare esempi come quello di Martin Lutero la cui azione si trasformò da rivoluzionaria in reazionaria, quando per proteggere la sua Riforma preferì schierarsi al fianco dei principi tedeschi contro i contadini.

Dice Molossi: "Piuttosto che rispettare la legge e non creare alcuna discriminazione al momento della concessione dei diritti legittimi ai discendenti degli italiani, il Pd preferisce fare come fece Lutero che, ad un certo punto della sua rivoluzione, scelse di schierarsi coi principi a discapito dei meno abbienti. I discendenti dei primi ‘coloni’,  ossia quelli che già da tempo vengono tenuti fuori dal sistema di riconoscimento dei loro diritti a causa di disservizi e ritardi dei consolati, ora ne verranno del tutto esclusi con un balzello, che è  salatissimo soprattutto qui in Brasile e nel Sudamerica in generale”.

“Immaginate una famiglia di diversi oriundi potenziali nuovi cittadini che devono pagare 300 euro ciascuno per fare la domanda di cittadinanza… Come Martin Lutero che spaccò la ‘Chiesa a metà’ e si mise dalla parte dei più forti, questo Pd sta spaccando i residenti all’estero in due fazioni: quelli che possono e quelli che non possono pagarsi il diritto al riconoscimento della cittadinanza”.

“I ricchi, i potenti e gli amici degli amici – conclude l’esponente del MAIE – potranno sempre raggiungere il loro obiettivo: i meno abbienti resteranno esclusi anche da un loro diritto costituzionale. Niente più cittadini per nascita, per il Pd: solo cittadini per… portafoglio!”.

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