Cittadinanza e ius soli, Fedi e La Marca (Pd): “Un passo fondamentale per l’Italia”

“Non condividiamo i giudizi espressi da esponenti del MAIE e di Forza Italia – evidenziano i dem - che strumentalizzano le questioni degli italiani all'estero”

“Intere generazioni di figli di immigrati regolarmente soggiornanti in Italia attendono da anni questo passaggio storico: l’introduzione dello jus soli, seppur temperato da elementi socio-culturali. Si tratta di un passo fondamentale per l’Italia in direzione di quel processo di integrazione che è una delle priorità della nostra società presente e futura. È questa la ragione essenziale che ci impone di proseguire in questa direzione auspicando la rapida e definitiva approvazione del testo già approvato dalla Camera oltre un anno fa”. Così in una nota congiunta Marco Fedi e Francesca La Marca, deputati Pd eletti all’estero.

Non condividiamo i giudizi espressi da esponenti del MAIE e di Forza Italia – proseguono i dem – che strumentalizzano le questioni degli italiani all’estero per ostacolare l’introduzione del principio dello jus soli. Soprattutto quando provengono da Paesi che hanno integrato milioni di italiani nella propria compagine sociale applicando proprio il principio dello jus soli”.

“Il tema della cittadinanza per gli italiani all’estero rimane questione centrale rispetto alla nostra azione parlamentare. Abbiamo presentato le prime proposte di modifica legislativa sui temi del riacquisto della cittadinanza e del riconoscimento della possibilità di trasmissione da parte delle donne. Due proposte rispettivamente a prima firma Fedi e La Marca. Abbiamo poi atteso che il Senato completasse la sua indagine conoscitiva e che i colleghi eletti all’estero compissero l’ottimo lavoro di approfondimento utili a creare le condizioni per il definitivo superamento di problemi ed ostacoli tuttora persistenti”.

Non possiamo cedere alle facili tentazioni demagogiche che allontanano le soluzioni e rischiano di mescolare confusamente due temi, entrambi importanti, ma distinti per storia, motivazioni culturali e normative, in una battaglia politica e demagogica – concludono Fedi e La Marca – in cui s’intravedono tutti i motivi peggiori della destra politica e culturale”.