Cittadinanza agli immigrati, ‘riforma entro l’estate’: ma ci sono 8mila emendamenti

E’ il secondo step della "stagione dei diritti" annunciata piu’ di un anno fa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi: dopo le unioni civili tocca alla cittadinanza, la riforma della legge che consente agli immigrati o ai figli degli stranieri di diventare cittadini italiani. Una legge che ora sembra essere piu’ vicina: ieri infatti il Senato ha calendarizzato in aula il ddl per la fine di luglio.

"L’obiettivo e’ approvarla prima della chiusura estiva – assicura la relatrice della legge Doris Lo Moro -. Ora dobbiamo vedere come procedere, e come smarcare il numero altissimo di emendamenti, ma e’ chiaro che la calendarizzazione significa che si vuole approvare la legge. Il mio gruppo l’ha appoggiata e la sosterra’. Il mio dovere e la mia volonta’ sono quelli di andare fino in fondo".

L’ostacolo da superare sono, infatti, i circa 8000 emendamenti depositati, (ma ancora non pubblicati) soprattutto dagli esponenti della Lega nord, col chiaro intento di fare ostruzionismo su una riforma che hanno sempre sottolineato di non volere.

"Non abbiamo nessuna certezza che la commissione riesca a chiude i suoi lavori per quella data, visti gli emendamenti ostruzionistici della Lega – ha sottolineato la senatrice ed esponente della minoranza Pd, Maria Cecilia Guerra -, ma questa programmazione indica la volonta’ della maggioranza di riprendere al piu’ presto e accelerare il percorso di approvazione questa importante legge che, ricordo e’ gia’ stata approvata in prima lettura alla Camera".

Per i membri della Rete G2 (rete delle seconde generazioni) dopo mesi di silenzio il fatto che ci sia una data e’ di certo un "segnale positivo". "Ora si deve andare fino in fondo- sottolinea Lucia Ghebreghiorges, una delle portavoci – . Dal nostro punto di vista ora non ci sono piu’ scuse: dopo le amministrative e le unioni civili, e’ il turno della riforma della cittadinanza. Cosi’ era stato promesso e dichiarato dal governo Renzi, ci aspettiamo che venga rispettato – aggiunge -. Da parte delle forze politiche serve la volonta’ di portare avanti questa riforma che, come abbiamo piu’ volte detto, e’ innanzitutto nell’interesse del paese".

La Rete delle seconde generazioni è composta per la maggior parte da ragazzi nati in Italia da cittadini stranieri. E’ nata nel 2006, e da 10 anni si batte per il cambiamento delle regole sull’acquisizione della cittadinanza. L’importante lavoro di lobby, fatto dai suoi membri in questi anni, ha di sicuro favorito il dibattito sul cambiamento della legge 91/92.

"Come associazione noi siamo nati e cresciuti con questa attesa – continua Ghebreghiorges -. Se la riforma non venisse approvata per noi sarebbe una delusione enorme. E dovremmo costatare, con amarezza, che non si vuole aiutare il processo di inclusione nel paese". Cosa dice la legge? La speranza dunque e’ che prima della pausa estiva, senza troppo clamore, si riesca ad arrivare all’approvazione definitiva.

Il testo della riforma (ddl 2092) e’ gia’ stato approvato alla Camera a ottobre. E prevede due nuovi strumenti per l’acquisizione della cittadinanza, oltre allo ius sanguinis. Lo ius soli, per i bambini che nascono sul suolo italiano da cittadini stranieri in possesso di un permesso europeo per lungo soggiornanti (ex Carta di soggiorno), e lo ius culturae, cioe’ l’acquisizione della cittadinanza dopo un ciclo scolastico, per i bambini che nascono in Italia da genitori non lungo soggiornanti oppure che arrivano entro i 12 anni di età.

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