Cirinnà (Pd): “Conte di sinistra? Si è legato a xenofobi razzisti e populisti”

“Non potrà certo fare cose di sinistra”. E sul Pd, “dobbiamo smetterla di parlare solo agli amici di Parioli e del centro storico o capi di grande aziende”

Monica Cirinnà, senatrice Pd, a proposito del Governo che sta nascendo, parlando a Radio Cusano Campus ha commentato: “Nasce un Governo di sinistra? Mi viene da ridere, mi verrebbe da dire magari, ma non è assolutamente così. Basti pensare che la Le Pen è contenta e gioisce perché i suoi alleati sono finalmente al potere”.

“Se Conte fosse davvero di sinistra, scapperebbe lontano. Dice che il suo cuore batte a sinistra? Anche avesse lontanamente qualche idea di sinistra, legarsi con xenofobi, razzisti e populisti non lo porterà certamente a fare provvedimenti di sinistra. In realtà lui è andato verso ciò che attrae molti, il potere”.

Sul contratto stilato da Salvini e Di Maio: “E’ un accordo di potere, ognuno ha cercato di tirare dalla propria parte il bilancino. E’ chiaro a tutti ed è evidente, se i nomi che girano per la lista dei Ministri sono questi, che anche lì ci sarà una tensione interna fortissima. Se Salvini sarà agli interni e Di Maio andrà al lavoro, è evidente che il contratto sarà un lenzuolo troppo corto destinato a lasciar scoperto qualcosa”.

Sul voto in Val D’Aosta: “Lo commento molto male. Se il Pd continua ad avere questa linea nazionale per cui comunque gli italiani ce l’hanno fatta e si può guardare agli inclusi e non agli esclusi è evidente che noi non andremo lontano. Lega e M5S hanno vinto su due parole, rabbia e insicurezza. Questa rabbia e questa insicurezza vanno ascoltate e vanno chiarite con risposte, stavolta sì, di sinistra. Attenzione, comunque, a leggere un dato nazionale su questioni molto territoriali”.

Ancora sul PD: “Ho registrato con grande interesse le parole del reggente Martina, che ha detto che abbiamo perso e perso male. Questo significa mettere in discussione l’intera classe dirigente del Partito, me per prima. Dobbiamo partire dalla lotta alle disuguaglianze. Se continuiamo a parlare agli amici de Parioli, agli amici del centro storico, o ai dirigenti delle grandi aziende, senza renderci conto che perdiamo nelle periferie, siamo destinati ad assottigliarci sempre di più”.