Cinesi in Italia e ‘concorrenza leale’ – di Marco Chierici

Tra le varie cecità del nostro governo in materia economica, non possiamo dimenticare l’enorme fetta di mercato che i cinesi stanno “conquistando” con discutibile lealtà. Non dice niente ai nostri imprenditori e ai nostri politici il termine “concorrenza leale”?! Non dice niente alle nostre Autorità e alle Associazioni dei consumatori?

Negli ultimi otto anni il numero delle aziende cinesi nel nostro Paese (parlo di quelle riconosciute dal Fisco…) è cresciuto di oltre il 150%. Spesso queste attività si ingrandiscono sfuggendo gli impegni fiscali e contributivi, le norme in materia di sicurezza e senza nessun rispetto dei più elementari diritti dei lavoratori. Non è raro assistere a lavoro minorile sottopagato. Il numero delle partite Iva italiane ha subito un’inevitabile flessione, mentre quelle cinesi hanno superato le 54mila unità: nessuno si chiede il perché di questa contraddizione?

I signori del Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno sul tavolo questa pratica? E al Ministero del Lavoro? E alla CGIL? E nelle Segreterie dei partiti? Spesso quella che irresponsabilmente si crede essere una pagliuzza nell’occhio… è una trave gigantesca. Intendiamo donare il Bel Paese alla Cina o qualcuno pensa di prendere una posizione?

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