Cinema, in sala Incompresa: l’outing di Asia Argento (VIDEO)

Italian actress Asia Argento arrives on May 26, 2013 for the screening of the film "Zulu" presented Out of Competition at the 66th edition of the Cannes Film Festival in Cannes. AFP PHOTO / LOIC VENANCE (Photo credit should read LOIC VENANCE/AFP/Getty Images)

Dopo il Festival di Cannes, dove e’ passato nella categoria Un Certain Regard, arriva nelle sale giovedi’ in 100 copie, distribuite dalla Good Films, ‘Incompresa’, film di Asia Argento autobiografico (anche se non si puo’ dire). Un lavoro in cui la regista-attrice spiega, quasi a giustificarsi, il perche’ sia diventata nel tempo cosi’ dark e maledetta. Una cosa che risale, ovviamente, alla sua infanzia e ai suoi due ingombranti genitori: il regista horror e pieno di manie, Dario Argento, e l’attrice-alternativa Daria Nicolodi, interpretati rispettivamente da Gabriel Garko e Charlotte Gainsbourg.

Per la serie i cattivi sono solo buoni che si difendono, la protagonista del film e’ Aria (Giulia Salerno) una ragazzina che piu’ buona non si puo’. Solo che la poveretta, dopo aver assistito al divorzio per certi versi liberatorio dei due genitori, ovvero tra il padre attore e la madre pianista, si ritrova sempre di piu’ sballottata tra le case anche troppo alternative dell’uno e dell’altra. Ma una cosa e’ certa. La ragazzina curiosa e gia’ piena di talento capisce subito una cosa che da quel momento in poi, come dice espressamente a un certo punto del film: "Faccio quello che cazzo mi pare".

Cosi’ tra una madre piena di amanti, dal ricco borghese al musicista alternativo, pronta a lasciarla pur di seguire il primo che le propone un viaggio di vacanze, e un padre superstizioso, altrettanto concentrato su una carriera che non ti da’ mai nessuna sicurezza, Aria dovra’ crescere da sola. Vediamo cosi’ la ragazzina alle prese con i primi amori impossibili, giocare con la sua amichetta del cuore a giochi innocenti e trasgressivi (Big Jim che violenta una Barbie), tentare il suicidio, assistere all’arresto di entrambi i genitori per coca, scoprendo, ogni volta di piu’, quanto e’ duro andare da una casa all’altra, con tanto di gabbietta sottobraccio con l’unico amico certo, il suo amato gatto nero.

Il film, ambientato esattamente nel 1984 e prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside con Rai Cinema, in co-produzione con Paradis Films e Orange Studio, nonostante le resistenze dell’autrice, non nasconde affatto il suo carattere autobiografico. Girato tra Roma e Torino e con nel cast anche Max Gazze’ e un sorprendente Gianmarco Tognazzi, mostra coincidenze impressionanti. La lunga relazione sentimentale di Dario Argento con Daria Nicolodi, madre di Asia, si conclude infatti nel 1983 (solo un anno prima di quando si svolge il film). E nel 1984 Asia aveva appunto nove anni come la protagonista Giulia Salerno.

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