Cinema e molestie sessuali: “Occhio a sbattere il mostro in prima pagina”

“Una denuncia davanti alle telecamere non è affatto una denuncia. Ancora oggi Di Cataldo è quello che picchiava la compagna”

Daniele Bocciolini, avvocato, sottolinea: “Una denuncia davanti alle telecamere non è una denuncia”. Bocciolini, penalista, parlando a Radio Cusano Campus, delle presunte molestie perpetrate dal regista Fausto Brizzi ai danni di alcune attrici, ha detto: “Assistiamo ad una nuova forma di denuncia, che non avviene in procura ma attraverso le telecamere, da persone camuffate o che ci mettono la faccia. Sono dalla parte delle donne da sempre. Quello che manca a questa campagna, però, è dire alle donne di denunciare in commissariato o in procura e non sui social”.

Il legale prosegue: “Sembra una campagna femminista che rappresenta una grandissima involuzione, perché noi avvocati combattiamo per la vera lotta contro la violenza sulle donne nei tribunali. Questo è un clamoroso autogol da parte di molte donne”.

Brizzi intanto è già stato condannato dall’opinione pubblica: “E’ un vero e proprio Far Weinstein. Assistiamo a una condanna mediatica di un regista famoso. Per quel che posso sapere, non ci sono procedimenti a carico di Brizzi. C’è quindi una persona che si deve difendere in assenza di un procedimento vero e proprio. Io ho difeso Massimo Di Cataldo per maltrattamenti e venne condannato mediaticamente in breve tempo. Invece è stato prosciolto da tutte le accuse. Ancora oggi, però, mi chiedono se Di Cataldo aveva o meno picchiato quella donna. Solo “Il Giornale” diede ampia notizia del proscioglimento. Prendiamo ad esempio anche Rignano Flaminio. Vennero tutti crocifissi, insegnanti, bidelli tutti mostri. Assolti anche loro perché il fatto non sussiste”.

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