Chiude ‘Alle Falde del Kilimangiaro’, Licia Colò a ItaliaChiamaItalia: ‘divergenze con Vianello’

Notizie ufficiose ma non smentite danno per certo che la storica trasmissione di Rai 3 “Alle Falde del Kilimangiaro” dopo 11 anni di successi non si farà più. Il format che alla domenica pomeriggio dalle 15 alle 18 faceva viaggiare i telespettatori seduti in poltrona con approfondimenti di temi importanti e degni di una conduttrice di forte spessore come Licia Colò, non sarà più parte del palinsesto domenicale. Senza dubbio all’annuncio della notizia si scatenerà una ribellione da parte degli affezionati del programma e della sua conduttrice, che senza mai una sbavatura per 11 anni si è dimostrata impeccabile, precisa, divertente e seria a seconda degli argomenti trattati. Uno dei pochissimi format non trash non sarà più in TV!

A colloquio con Italiachiamaitalia.it, e per la prima volta agli organi d’informazione, Licia Colò esprime il suo rammarico non dando nulla per certo, ma lasciando trapelare il dispiacere per la chiusura del programma al quale aveva donato parte della sua vita. Tuttavia le divergenze di opinione tra lei e il direttore di Rai 3 (Vianello) sono profonde.

Ricordiamo ai lettori che Licia è anche direttrice editoriale del seguitissimo, coinvolgente e interattivo quotidiano online, numero uno in Italia, “Animali e Animali” che non solo si occupa dei migliori amici dell’uomo, ma anche di temi come ecologia, ambiente , bio e tanto altro.

Nell’intervista a seguire racconta anche, da grande esperta, il significato di viaggio, dell’amore per l’Argentina e commenta gli ultimi fatti politici con un pensiero sui due uomini del momento in Italia: Matteo Renzi e Papa Francesco.

Licia, come commenti la fine del programma che si identifica in te, “Alle Falde del Kilimangiaro”?

“Nulla è certo! Non nascondo che al momento ci siano delle tensioni tra me e il direttore di Rai 3. Lui vuole cambiare il format con contenuti diversi da quella che è la mia visione e da quello che io sento. Non posso e non voglio snaturalizzarmi. Agisco sempre con coerenza e determinazione”.

“Alle Falde del Kilimangiaro” è stato sempre un programma di successo e amato dal pubblico. Oltre alla tua indiscussa professionalità e competenza, quali altri ingredienti hanno contribuito al successo?

“L’evoluzione del programma con l’evolversi dei tempi. Ho investito una vita per affrontare e approfondire certe tematiche che il pubblico ha apprezzato e al quale dico grazie per l’affetto che mi ha sempre riconosciuto”.

Quanto è cambiato il modo degli italiani di viaggiare in questi tempi di crisi economica?

“Senza dubbio è molto cambiato, lo posso testimoniare anche da semplice utente. Le località scelte sono più vicine e i giorni di vacanza si sono ridotti”.

Si viaggia più per piacere o per ostentare?

“Concepisco il viaggio come libertà. Ognuno dovrebbe viaggiare per il proprio piacere. Non sopporto gli pseudo intellettuali che sciorinano viaggi visitando solo mete culturali con tour di musei: mi fanno venire due scatole…! Al contempo mi fanno ridere quelli che sostengono di conoscere un luogo semplicemente perchè sono stati in un resort. Ti racconto due episodi divertenti: uno è quando sono stata sull’isola di Roatan, in Honduras, e nel villaggio turistico ho incontrato persone che sostenevano di avere sbagliato meta. Alla mia domanda ‘da quanto tempo siete qua?’, mi hanno risposto ‘eravamo in aereo con lei!’. Ero appena arrivata! Come è possibile giudicare un posto dal solo tragitto aereoporto-resort?’.

L’altro episodio?

“Riguarda altre persone con le quali ho parlato del Kenya chiedendo loro, essendoci stati, se lo conoscessero. La  risposta è stata ‘certo!’. Quali luoghi avete visitato? ‘Siamo stati in un bellissimo villaggio’. Per loro quello era il conoscere questa meravigliosa zona dell’Africa”.

Quindi come deve essere il viaggio?

“Come uno desidera ! Quando si ha bisogno di staccare la spina, si va in un villaggio e non si fa nulla, ma per sostenere di conoscere un luogo bisogna visitarlo, fare conoscenze con la gente che lo abita. Capire usi e costumi. Spingersi anche nelle zone limitrofe se si ha il tempo”.

Tra le tue molteplici attività collabori anche con Trivago, scrivendo articoli di viaggi da te fatti. A giorni verrà pubblicato un tuo articolo sulla Patagonia. Cosa ti ha colpito dell’Argentina?

“E’ una terra magnifica dagli spazi infiniti, offre un panorama di natura varia che ti riempie il cuore. L’Argentina è anche meta valida in questo periodo di crisi poiché là, per noi europei, la vita è a un costo contenuto”.

Quali i luoghi che ti rimarranno nel cuore della terra che segna la fine del mondo?

“Penìnsula Valdès: una vera e propria meraviglia! Perito Moreno: lo spettacolo più bello che abbia visto nella mia vita. Ho anche fatto il tragitto sul lago con i rangers e conservo emozioni indimenticabili. Ushuaia nella Tierra del Fuego: panorami mozzafiato”.

Volgendo lo sguardo sull’attualità, cosa pensi della schiacciante vittoria alle elezioni europee del PD e di conseguenza dell’attuale Presidente del Consiglio, Matteo Renzi?

“Senza dubbio non ci si aspettava che gli italiani votassero in grande maggioranza per il PD. Renzi piace, è un uomo al passo con i tempi, è convincente, ma deve ancora convincere davvero. Vediamo cosa farà. Sono in  attesa, come credo la maggior parte degli italiani, di vedere realizzati gli obiettivi politici del Presidente del Consiglio. Ho fatto la medesima riflessione quando è stato eletto Papa Francesco. Di lui mi sono innamorata subito, ma ho seguito con attenzione il concretizzarsi dei suoi obiettivi. I risultati ci sono, basta vedere come sta ripulendo la Chiesa, lo IOR e per essere attualissimi il viaggio in Terra Santa. Due grandi uomini, con due grandi responsabilità”.

Di Grillo, che alle elezioni non ha avuto il successo che sperava, cosa pensi?

“Condivido molte delle sue idee, ma è troppo aggressivo nella comunicazione! Il suo modo di fare non mi piace”.

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