Chi vuole far morire Calisto Tanzi in carcere? – di Marco Chierici

Bologna, processo Parmalat. Calisto Tanzi, magrissimo, giunge al tribunale in ambulanza e col sondino al naso

Quando leggo notizie relative alla giustizia italiana, mi viene spesso alla mente il caso di Calisto Tanzi e non riesco a capire chi ha deciso di farlo morire in carcere. Non voglio giudicare la persona, che, evidentemente, non era un esempio di rettitudine imprenditoriale, non era insomma un bravissimo ragazzo, ma da lì a farlo morire in una cella… ce ne passa.

In Italia abbiamo fior di criminali oggi liberi; pensiamo ad Erica e Omar, i quali massacrarono a coltellate la madre e il fratellino di lei: sono liberi.

Pensiamo al pluriergastolano Battisti oggi libero in Brasile. Pensiamo a Prospero Gallinari, recentemente deceduto a casa sua da uomo libero. Gallinari era carceriere e rapitore di Aldo Moro e non un ladro di galline. Perfino Ali Agca, che sparò al Pontefice, è libero da quasi tre anni. Chissà quanti altri assassini, brigatisti e mafiosi sono oggi liberi e Tanzi, mostrato ai processi con un sondino nel naso e una cera da malato grave, è detenuto e dimenticato.

Io credo che vi siano responsabilità gravi di chi ha preso una simile decisione, responsabilità come giudici e soprattutto come uomini. Gli arresti domiciliari sono concessi nel nostro Paese senza una logica uniforme e comprensibile. Si sbattono in galera innocenti per 22 anni, come recentemente abbiamo appreso (parlo di quel muratore liberato perchè innocente dopo che la sua vita è stata rovinata per sempre) e si lasciano in libertà pluriomicidi e pedofili. La giustizia è uno dei punti cardine di una democrazia occidentale ed è per questo che vorrei chiedere alla magistratura dove può scappare un anziano signore senza passaporto con il sondino al naso.

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