Chi ha paura dell’italianità nel mondo?

Chi ha paura dell’italianità? Prima le polemiche sul Columbus Day, poi la vergogna della statua di Colombo deportata dalla piazza antistante la Casa Rosada di Buenos Aires, passando per le furbate sui prodotti del made in Italy. Chi ha paura nel mondo dell’italianità? Apre così il nuovo numero di Prima di Tutto Italiani, foglio targato CTIM, con riferimento alle due battaglie che il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo si accinge ad affrontare.

Nel fondino di apertura si legge: “Davvero dà fastidio a (più di) qualcuno la simbologia italiana, che è direttamente proporzionale alla nostra storia e alla nostra cultura? Se tre indizi fanno una prova ce n’è abbastanza per rimboccarsi le maniche e difendere i simboli e il significato del tricolore. No, non sarà quella del Ctim una battaglia meramente ideologica e condotta sullo stesso piano di chi vuole cancellare qualcosa. Faremo un passo in avanti, con determinazione e coraggio. La promozione della nostra storia, il ricordo costruttivo dei nostri simboli non sono clave da scagliare contro i detrattori dell’Italia. Bensì rappresentano una lezione di stile a chi tenta di depauperare e nascondere ciò che, invece, è sotto gli occhi di tutti nei cinque continenti”.

Da segnalare sul nuovo numero l’intervista al neo membro del Cgie, il com. Vincenzo Arcobelli; l’incontro con il vicedirettore del Tg1 Gennaro Sangiuliano, autore di “Vita di uno zar”; lo speciale di Enrico Filotico su Libia e Tunisia raccontato da due voci italiane; la storia di Brando Ballerini, presidente della Camera di Commercio Italotexana in Nordamerica e il fondo di Roberto Menia con i perché dellla richiesta di intitolare una sala della Farnesina al ministro Mirko Tremaglia.