Chavez innamorato della Cina: non solo petrolio

La Cina, presente ormai da tempo in Africa, continua a guadagnare posizioni in America Latina, in particolare in Venezuela, dove il presidente Hugo Chavez ha aperto le porte a nuovi investimenti di Pechino, pari a 8 miliardi di dollari, nello strategico settore del petrolio. La ‘love story’ scoppiata ormai anni fa tra il paese latinoamericano e il colosso asiatico e’ da tempo nel mirino dell’opposizione ‘anti-chavista’, che spesso attacca il leader ‘bolivariano’ proprio sul fronte degli intensi scambi – non solo commerciali – con Pechino.

"E’ irresponsabile dire che noi regaliamo petrolio alla Cina: coloro che sostengono questa menzogna sono servi dell’ imperialismo: continueremo a rafforzare le relazioni con il nostro popolo amico", ha tuonato Chavez senza tentennare, difendendo a spada trattata i rapporti privilegiati con la Cina. Il presidente ha colto l’occasione per parlare dell’importanza delle relazioni con Pechino proprio al termine della decima riunione delle commissione bilaterale tra i due paesi svoltasi a Caracas, in cui sono stati firmati altri otto accordi di cooperazione.

Dal 2007 Caracas invia 410.000 barili di greggio al giorno a Pechino in cambio di 32 miliardi di dollari, gestiti attraverso un apposito fondo istituito tra i due paesi. E le relazioni sono sempre piú strette: lo stesso Chavez ha affermato che negli ultimi dieci anni sono stati firmati oltre 350 accordi. Dal campo energetico a quello agricolo l’amicizia tra i due paesi è sempre piú forte. "Da ora in poi inizia una nuova epoca per il Venezuela e la Cina: guarderemo anche a nuovi orizzonti", ha ribadito Chavez. Dopo aver letto alcuni passi del ‘libretto Rosso’ di Mao Tse-Tung, il leader bolivariano ha affermato che "nel 2012 gli scambi economici con Pechino arriveranno a 20 miliardi di dollari".

Dal bacino dell’Orinoco – una delle maggiori riserve di petrolio del mondo – alla costruzione di una centrale nucleare, Chavez continua in altre parole a guardare a Pechino. In occasione delle intese firmate questa settimana a Caracas, spiccano una serie di settori chiave: per esempio, la costruzione di centrali elettriche che dovrebbero essere completate entro il 2016 e di uno stabilimento per fabbricare elettrodomestici.

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