Centrodestra, ricominciamo dallo statista Berlusconi – di Vittorio Pessina

Certo non può piacere alla Lega di Salvini nè ai colonnelli forzisti la scelta di Berlusconi che fa di Parisi il numero due di Forza Italia. Il primo vede svanire il suo sogno di diventare il leader di una coalizione allargata che abbia i numeri per sfidare Renzi. I secondi, dopo anni di paziente attesa e comunque di una consolidata oligarchia, non sopportano di vedersi estromessi dall’ultimo arrivato, che pare intenda rispondere dei suoi movimenti solo alla massima autorità riconosciuta.
 
Il riposo forzato del guerriero Berlusconi ha evidentemente consentito una sua riflessione prolungata sul nuovo assetto da dare a un partito che deve riuscire a ritrovare al più presto il consenso dei tempi d’oro se vuole tornare in gara alle prossime politiche. E la personalità di Parisi, che nella sua campagna alle amministrative di Milano non ha mai fatto discorsi sopra le righe e si è mostrato capace di un risultato ambizioso senza dichiarazioni platealmente ostili agli avversari, sembra possa soddisfare la volontà del Presidente di non cedere il suo potere assoluto e di mantenere l’onore di un’eventuale vittoria lasciando ad altri l’onere di costruirla con l’impiego delle forze necessarie.
 
Ancora una volta il fiuto di Berlusconi è servito a rianimare un partito bisognoso d’ossigeno.
Tocca a Parisi adesso fare tesoro delle idee vincenti che il Presidente non mancherà di inventarsi. E recuperare spazi al centro, abbandonando la deriva estremista che non può essere accettata dal popolo dei moderati.
 
Milano è stato un laboratorio molto utile per invertire la rotta che avrebbe portato a un ulteriore allontanamento dalle urne dell’elettorato moderato. Ricominciamo da quel Berlusconi statista cui è stato impedito di cambiare il Paese. Il ruolo di deus ex machina che assume con la nomina di Parisi risulta doppiamente vantaggioso: può tenerlo lontano dalle persecuzioni personali e lasciarlo libero di trasmettere tutta la sua genialità e la sua esperienza da dietro le quinte del teatrino della politica. Salvini alla fine capirà cosa gli conviene fare.
 
*responsabile nazionale dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia

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