Ce ne fossero di ministri come Elsa Fornero! – di Giampiero Pallotta

Sarebbe auspicabile che questo governo tecnico a termine nel 2013 fosse sostituito da un governo politico, ma anche lui sempre a termine. Sono convinto che questa formula sia di buon senso perche’ e’ la migliore per assicurarsi buoni governi che facciano tutte le cose necessarie di cui l’Italia ha veramente bisogno. Se i ministri di questo ipotetico futuro governo politico sapessero che al termine della legislatura, per legge, sarebbero costretti a lasciare la politica per sempre, s’impegnerebbero al massimo per fare le cose giuste per lasciare nella memoria storica una loro positiva impronta personale. E’ questo che stanno facendo molti dei ministri dell’attuale governo tecnico Monti proprio perche’ e’ a termine.

L’economista Elsa Fornero dimostra grande statura da ministro e una grandissima e forte personalità come di solito l’hanno i piccoli di statura fisica. E’ la legge di compensazione. Stavolta i sindacati non la spunteranno come al solito perché la signora Fornero e’ forse capace di piangere per i cittadini che devono fare sacrifici, ma non e’ affatto propensa alle lacrime quando si tratta di combattere i privilegi degli operai o impiegati iper-protetti. Lei non dimentica quei milioni di lavoratori senza padre né madre di cui si disinteressano i tribuni della plebe: leggi sindacalisti.

Non si può non avere ammirazione e riporre grande speranza in questo ministro del lavoro e, da quanto pubblicamente affermato da Monti, sembra che il governo lo voglia sostenere fino in fondo. Il problema principale rimane l’art.18 dello Statuto dei lavoratori che il governo vuole modificare per dare piu’ flessibilità al lavoro e per facilitare l’assunzione specialmente dei giovani. Il Governo sta mettendo i cittadini davanti al dilemma: o accettare le drastiche modifiche di cui l’Italia ha bisogno per “alto spirito patriottico” o subirle. Ma la “base delirante” della sinistra promette di mettere a ferro e a fuoco l’Italia con scioperi a catena, tanto da mettere in pericolo la fragile economia italiana. Mario Monti, che sente “puzza” di essere rieletto primo ministro nel 2013, per fortuna non e’ stato tentato di rinviare la modifica dell’art.18 per il rilancio economico dell’Italia perche’ in futuro lo facesse qualcun altro. Monti non ha dimostrato l’attitudine che avevano i vari governi politici del passato. Per farsi rieleggere, i ministri non hanno mai varato provvedimenti impopolari anche se erano assolutamente necessari per l’interesse generale del Paese. Pur di non essere trombati alle successive elezioni hanno preferito fare sempre la ammuina, ma nulla di quanto fosse veramente necessario per migliorare l’Italia, ed ecco perche’ ci troviamo alla situazione in cui siamo. In Italia la demagogia e’ sempre stata vincente. In un Paese cresciuto nel credo della utopia sfascista cattocomunista, se si facesse un referendum per scegliere se avere tutti una mezza bottiglia di vino in regalo o una Ferrari, la Ferrari vincerebbe con largo margine. Ma sembra che sia iniziato il riscatto dell’Italia con la sepoltura del teatrino dei vecchi partiti, il licenziamento di una generazione di politici falliti, un rinnovamento generale  e l’uscita da un tunnel politico buio e lunghissimo. Se questo succederà veramente saranno i prossimi 15/20 anni difficili per gli italiani, ma potrebbero anche essere gli anni della rinascita dell’Italia.

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