Cavani e la Coppa Italia – di Enrico Varriale

Quella del San Paolo è stata la serata di Edinson Cavani. Il Matador è già arrivato alla 18ma rete stagionale, somma delle 11 siglate in campionato delle 4 in Champions league e delle 3 in Coppa Italia. Niente male per un’annata iniziata con sulle gambe anche le fatiche supplementari della Coppa america. L’attaccante uruguiano sta entrando sempre più nel cuore dei tifosi napoletani conquistati con ben nove doppiette e cinque triplette realizzate da quando indossa la maglia azzurra. Un bottino impressionante che, al di là degli aspetti statitici, deve far riflettere anche sulle prospettive del Napoli. Con un Cavani così, che certo qualche rimpianto lo avrà fatto venire al presidente Moratti per non averlo acquistato dal Palermo, la squadra di Mazzarri può puntare oltre che sulla Coppa Italia anche ad una risalita delle posizioni in campionato, senza dimenticare l’appuntamento clou in Champions league con il Chelsea, altro club interessatissimo ad un campione però sempre più legato al Napoli.

Tornando alla Coppa Italia c’è da dire che quest’anno la manifestazione tricolore sembra davvero essere diventata un obbiettivo importante per le grandi del nostro calcio. Sarà per il fatto di aver perso un posto in Champions league o perché comunque alzare un trofeo diventa importantissimo alla fine della stagione, certo è che Milan, Inter, Juventus, Napoli, Roma e Lazio, non si sono certamente risparmiate nei loro impegni. I tecnici hanno messo in campo i titolari limitando al minimo il turn over e gli ascolti televisivi hanno fatto registrare picchi di share addirittura superiori a molte gare della Nazionale. La conferma che una manifestazione basata su gare ad eliminazione diretta con confronti classici come quelli che si sono vissuti nei quarti di finale, continua ad incontrare il favore del pubblico, pur in un periodo di overdose del calcio televisivo. Si potrebbe addirittura migliorare se, modificando il format del campionato da portare a 18 – 16 squadre, si riuscisse a ritagliare qualche data in più nell’intasatissimo calendario calcistico. Un’utopia, se si guarda all’andazzo attuale della Lega, ma una speranza ragionata se dirigenti meno miopi capissero che una Coppa Italia che si avvicinasse al livello della Coppa Inglese, sarebbe un fatto molto positivo per il nostro calcio.

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