Caso Tarantini, Lavitola e la sua veritá – di Ricky Filosa

Valter Lavitola, l’ex direttore del quotidiano l’Avanti! latitante in Sud America, e’ stato intervistato in diretta, con un collegamento video, da Enrico Mentana a "Bersaglio mobile", il nuovo programma di La7.

Si parla naturalmente del caso Tarantini, l’inchiesta che riguarda le escort presidenziali.

In collegamento video anche Marco Travaglio, in studio Corrado Formigli, giornalista e conduttore di "Piazzapulita". Formigli e Lavitola si erano gia’ incontrati a Santa Lucia, nell’ambito dell’inchiesta giornalistica sulla casa di Montecarlo (quella ex An, attribuita al cognato di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani) che tanto ha fatto discutere in passato.
 
Uno sguardo agli ultimi giorni. La procura di Napoli parla di un’estorsione al premier che arriverebbe ad un milione di euro l’anno. I pm napoletani interrogano fra gli altri anche la segretaria particolare del premier, che conferma le consegne di denaro. Il Cavaliere dira’ di aver dato soldi dalla sua cassaforte di Roma per aiutare un amico in difficolta’. L’indagine passa alla procura di Roma, ma quella di Napoli ipotizza un altro reato per il presidente del Consiglio: induzione a fornire falsa testimonianza. Il Cav rischia cosi’ di passare da testimone a indagato.
 
Gli inquirenti, a proposito di Lavitola, parlano di un personaggio senza scrupoli, pronto a tutto pur di ottenere un ricavo economico.
 
Lavitola come si difende? "Uso un’utenza argentina sulla quale ricevo una telefonata da Tarantini. Subito dopo chiamo Berlusconi, e ho con lui un colloquio telefonico di 9 minuti. Se ci fosse questa intercettazione non ci sarebbe l’indagine. Ci siamo detti quello che poi nella telefonata intercettata ho riferito a Tarantini. Gli ho detto quindi che Tarantini era a conoscenza dei 500mila euro, e che avrebbe voluto che quella somma gli venisse consegnata. Che faccio? Gliela metto a disposizione? Il premier risponde: quei soldi sono dedicati ad un’attivita’, a quello devono servire".
 
"Ho chiesto cosi’ al mio avvocato di presentare un’istanza al Tribunale, di approfondire il perche’ quella telefonata non e’ stata riportata e trascritta".
 
Ma che mestiere fa Lavitola, che usa utenze telefoniche argentine, che parla col premier 9 minuti al telefono un venerdì in tarda serata? "Ho vissuto la vicenda di Tangentopoli. In quell’occasione mi sono formato l’idea che se hai passione politica, non puoi fare l’imprenditore nel territorio in cui fai politica, appunto. Per questo da 25 anni in Centro e Sud America ho un’azienda che si occupa di import export di pesce, e ho una serie di pescherecci che svolgono pesca oceanica. Sono poi editore de L’Avanti. Stop".
 
Marco Travaglio nota che sia Lavitola che Berlusconi sono iscritti alla massoneria, dalla quale non si esce, "al massimo si va in sonno". Qual e’, chiede il giornalista del Fatto Quotidiano, il grado massonico di Lavitola? E poi cosa intendeva dire Lavitola quando, parlando con Tarantini al telefono, diceva di dover mettere in ginocchio e con le spalle al muro Silvio Berlusconi? "Non so se Travaglio ha letto l’ordinanza del Tribunale del Riesame: c’e’ scritto chiaro che a ben vedere queste espressioni, estrapolate dal contesto, potrebbero essere ritenute valide per ipotizzare un’estorsione, ma se calate nel contesto delle conversazioni captate offrono un panorama del tutto diverso".
 
Tarantini? "Un fesso e uno scapestrato", secondo Lavitola.
 
Sulla massoneria: "Quando avevo 18 o 19 anni mi sono iscritto alla massoneria. Sono stato apprendista per quasi due anni. Ci sono 3 gradi di massoneria: apprendista, compagno e fratello. Gli altri gradi non li conosco. La mia famiglia aveva avuto gravissimi problemi finanziari. Non essendo più in grado di pagare la quota, mi assonnai. Se Berlusconi fosse massone credo si saprebbe".
 
Da quanto non sente Berlusconi? "Da quella famosa telefonata intercettata", quella da Sofia, dove il Cav dice a Lavitola "stai dove sei".
 
Quali sono i rapporti di Lavitola con la famiglia Craxi? "A Bobo voglio molto bene, anche a Stefania. Sono due bravi ragazzi".
 
Lavitola, ascoltando alcune sue telefonate col premier, sembra avere un rapporto molto diretto con Berlusconi, come fosse un suo super consigliere: "Sono riuscito ad avere un colloquio con Berlusconi dopo tanta, tanta gavetta. Gli parlai di alcune mie idee politiche. Non vedo perche’, essendo un giornalista e un osservatore attento, non potessi avere il diritto di dire la mia a Berlusconi su diverse questioni". Lavitola fa il modesto. In realta’ ha grande confidenza con Silvio Berlusconi, tant’e’ che in una telefonata si offre anche di organizzargli una vacanza. "Quando Berlusconi era gia’ presidente del Consiglio, nel ’94, lo incontrai per la prima volta. Ad una serie di riunioni ho cercato di farmi apprezzare. Puntavo a fare il parlamentare".

"Non ho mai avuto nessun bonifico da Berlusconi su alcun conto estero. I soldi a Tarantini? Berlusconi aveva un problema di opinione pubblica, e siccome i 500mila euro a Tarantini servivano per aprire un’attivita’ imprenditoriale, mi sono offerto di anticiparli io. Non ce la facevo più a ricevere due telefonate al giorno da parte di Tarantini: mi diceva di voler aprire un’attivita’, che cosi’ non ci avrebbe più rotto le scatole. Per questo ho deciso di sostenerlo".
 
"Mi sono reso latitante perche’ ho una paura tremenda della magistratura. Da cio’ che vedo, a questo punto ho fatto bene. Tarantini e sua moglie si sono fatti un mese di carcere: dopo circa un mese la stessa procura dice praticamente ‘abbiamo scherzato’. A Tarantini e sua moglie chi restituisce quel tempo passato senza liberta’?".
 
Non e’ finita qui. Lavitola ha a che vedere anche con Finmeccanica, del quale e’ consulente per l’America Latina. "Ho conosciuto Pozzessere alla Conferenza America Latina e Caraibi che si teneva nel 2009 a Milano. Fu proprio il direttore commerciale di Finmeccanica a offrirmi una consulenza. Chiesi 30mila euro, pensando fosse gia’ molto. Pozzessere mi strinse la mano e mi disse ok. Il contratto e’ scaduto a giugno. Ho chiesto il rinnovo per 70mila euro l’anno. Avevo scoperto un mondo, quello di Finmeccanica, in cui potevo mettere a frutto delle relazioni costruite durante anni. Questo non e’ un reato". Le entrature di Lavitola a Panama e in America Latina più in generale sono di altissimo livello. Sempre presente anche al fianco di Berlusconi, durante le visite istituzionali del premier in Sud America.
 
Chi e’ quindi Valter Lavitola? Secondo cio’ che abbiamo ascoltato, un imprenditore ittico, un faccendiere politico, un filantropo che aiuta i coniugi Tarantini, un giornalista – che pero’ al telefono non e’ mai alla ricerca di una notizia. Una persona che ha chiuso per Finmeccanica in Sud America contratti milionari. Un uomo che ha un contatto diretto con il premier italiano. Ma perche’ il presidente del Consiglio perde tempo con un uomo come questo? E perche’ Lavitola sta sempre in mezzo a tutto, anche alla vicenda della famosa casa di Montecarlo? Nonostante ore di trasmissione, confessiamo che ancora non siamo riusciti a capirlo davvero. Una cosa e’ certa: Valter Lavitola non e’ un cretino, anzi. E lo ha dimostrato. E’ un uomo scaltro, furbo, che sa come muoversi e come entrare in settori importanti della vita politica e istituzionale non solo italiana, sa come occupare i giusti spazi, come proporsi ai propri interlocutori. Il caso Tarantini e’ ancora pieno di ombre. Lavitola per ora non ha intenzione di rientrare in Italia. E l’inchiesta sulle escort presidenziali va avanti.
 
ricky@italiachiamaitalia.com

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