Caso Milanese, la casta si difende: Camera dice no all’arresto

Roma, 29 settembre 2010, Montecitorio: discorso del presidente Silvio Berlusconi.

La casta protegge se stessa e salva il deputato del PdL Marco Milanese. L’ex ufficiale delle Fiamme gialle, accusato di corruzione e associazione per delinquere dalla procura di Napoli, non sarà arrestato. 312 voti contro 306: e così la Camera dice no all’arresto di Milanese. La maggioranza richiesta era di 309 voti. La maggioranza tira un sospiro di sollievo.

Umberto Bossi, commentando l’esito del voto, afferma: "Lo avevo detto che la Lega non avrebbe fatto cadere il governo. Abbiamo dimostrato di essere alleati leali".

Dopo il voto di Montecitorio, si è tenuto a Palazzo Grazioli un vertice di maggioranza. "Dobbiamo andare avanti con le riforme. Abbiamo la responsabilita’ di portare il Paese al riparo dalla crisi internazionale", avrebbe detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante l’incontro, aggiungendo: "Dobbiamo lasciare un chiaro segno del nostro governo di centrodestra".
 
Al voto non hanno partecipato, fra gli altri, i ministri Giulio Tremonti e Franco Frattini, in missione all’estero. Fra gli altri assenti, anche il solito Giuseppe Angeli, deputato PdL eletto in Sud America, oltre allo storico ministro degli italiani nel mondo e oggi esponente di Futuro e Libertà, Mirko Tremaglia, molto malato da tempo.

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