Casini punta su Alfano: PdL e Udc insieme? – di Roberto Pepe

Mi domando solo una cosa (per modo di dire): ma se Berlusconi avesse detto che il Governo ascolta tutti, ma poi fa quello che vuole, decidendo di andare avanti, “a prescindere”, infischiandosene, per esempio, dei ricatti avanzati dalla Camusso con l’intromissione sull’art. 18 e con lo sconcerto del Pd richiamato dal veterocomunismo del NO a tutto, sicuramente, nell’intera Italia, sarebbe successo un cataclisma politico-sindacale, o no?

Ci sarebbero state truci denunce sparate dai pulpiti delle piazze da parte dei soliti tromboni dipietristi, vendoliani, bindiani o grillini, proclamando la perdita della democrazia in Italia, avendo assunto il leader la fisionomia di un dittatore capitalista. L’attuale premier Monti, invece, pranza a Cernobbio al tavolo con Bersani, con la stessa Camusso, conversando amabilmente tra risatine e battutine… Son sicuro che con il Cavaliere al comando, l’Italia, nella medesima situazione di “lacrime e sangue” di chiusura al sindacato rosso, sarebbe stata subissata da devastanti scioperi generali, manifestazioni di black block, alimentati ovviamente, anche dall’opposizione del Pd, in questo caso, attivista apertamente a fianco della CGIL.

Lo riconosciamo tutti: meno  male che Berlusconi ha mollato proprio nel momento giusto – ne’ un attimo prima, ne’ un attimo dopo -, in quanto con la demonizzazione auto-castrante delle opposizioni nostrane manifestate e pubblicizzate ovunque, il Cavaliere era ormai bruciato all’estero, provocando nei governanti stranieri (asse franco-tedesco)  la scusa per estrometterlo nelle discussioni decisive europee, poi dimostratesi, tra l’altro, solo filotedesche e filofrancesi.

Meno male che Berlusconi ha avuto la sagacia di mollare, anziché provocare immediati drammi elettorali pericolosissimi, proprio perché, siamo sicuri, ci sarebbe stata un’ondata di violenza spaventosa da parte degli esaltati fondamentalisti politici di strada, nella quale tutti ci avremmo rimesso molto! Ora il trio ABC (Alfano, Bersani, Casini) si è messo d’accordo sulfatto che tutti punteranno sul proporzionale e quindi sarà il trionfo del Partitismo alla vecchia maniera DC-PCI. Non si voterà più per una coalizione con un Premier già predefinito, ma questi sarà oggetto di ballottaggio tra le varie correnti, correntine ed inciuci. Tutto il mondo vota per un leader, noi siamo tornati al baronismo della Politica provinciale del dopoguerra che vuole decidere le maggioranze proprie. Almeno, forse, finirà l’Anti-preconcetto verso qualcuno della fazione opposta, identificato come il male assoluto.

Tanto, questo Governo dovrà solo superare l’afosa estate imminente, sostenuto a spada tratta solo da quella baldanza casiniana che mira, alla fine, esclusivamente a delineare e ricompattare quella forza dominante  che stupidamente ha mollato qualche tempo fa per la troppa fretta di avere un proprio spazio: il centro di Berlusconi. Ma ora c’è il pari giovanotto baldanzoso di Angelino, con il quale sarà facile andare d’accordo. Buttata fuori la Lega, il dado è tratto: Nuova DC e Forza Italia. E vedrete che quel voltagabbana di Fini – autoeliminatosi – manderà giù un‘altra secchiata di merda e supplicherà: “Vengo anch’io”, di nuovo! Ma sarebbe ora che qualcuno lo tenesse fuori dalla porta gridandogli: “No, tu no!”, tanto non rappresenta più nessuno, anzi uno sì: Bocchino!

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