Casa d’Italia di Zurigo, terza puntata: de Palma (MAIE) scrive ad Alfano e bacchetta Tacconi (Pd)

Il coordinatore del Movimento Associativo: “Il Ministro Angelino Alfano e il Console generale di Zurigo ci diano una spiegazione in merito alla disdetta sbagliata”

Quale miglior giorno, se non il 2 Giugno, per parlare di Casa d’Italia? Ieri ho inviato all’attenzione del Ministro Angelino Alfano, attraverso l’indirizzo di posta elettronica del Ministero degli esteri, una richiesta di chiarimenti che vedrete pubblicata alla fine di questo breve articolo.

La disdetta inviata agli enti, che da oramai molti anni hanno trovato casa proprio nella più grande struttura della Svizzera di proprietà dello Stato italiano, non ha rispettato una delle più semplici delle regole del codice svizzero delle obbligazioni in materia di locazione, la prima che un qualsiasi proprietario premuroso dovrebbe verificare prima di inviare una disdetta, a maggior ragione se la stessa riguarda scuole pubbliche, private e associazioni, facilmente verificabile attraverso un qualsiasi motore di ricerca.

Il Ministro degli Affari Esteri Angelino Alfano è laureato in giurisprudenza, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dottore di ricerca in diritto dell’impresa ed ex Ministro della Giustizia. Il Console generale d’Italia di Zurigo è il Ministro Giulio Alammo, ex Vice Commissario Generale EXPO, laureato in scienze politiche presso l’Università di Roma, gli spetta la competenza territoriale del Canton Zurigo. Entrambi non si sono accorti che il termine di tre (3) mesi e non (6) non era il termine legale per avvisare il polo studentesco, le associazioni, il ristorante italiano, il servizio di sostegno agli studenti lasciare la storica Casa d’Italia di Zurigo? Nessuno dei membri del Comites di Zurigo ha controllato la validità giuridica della data in cui è stata spedita la disdetta ed il termine ultimo entro il quale, il prossimo 7 luglio, tutti gli enti dovrebbero lasciare l’edificio?

casaditaliaNella documentazione che il presidente dei Comites mi ha inviato, lo stesso Console di Zurigo, afferma che il ruolo decisionale del Console generale è davvero limitato, che le decisioni venivano prese dal Ministero degli Esteri a Roma.

Possibile che dopo il mio articolo del 29 maggio, che portava alla luce le decisioni prese in merito alla casa degli italiani, l’onorevole Alessio Tacconi, eletto nel Movimento cinque stelle e poi passato al Partito Democratico, eletto all’estero proprio nella città di Zurigo, si sia deciso (31 maggio su www.italiachiamaitalia.it) di preoccuparsi del futuro della Casa d’Italia con un comunicato stampa a poco più di 30 giorni dal termine ultimo per lasciare la struttura?

Perché non ha provveduto ad una interrogazione parlamentare mesi fa? Che altro c’è da scoprire? Spero che non siano stati spesi inutilmente i soldi dei contribuenti, visto che la stessa disdetta sarà impugnata.

Il MAIE Ticino continuerà a scavare in questa storia, nel rispetto dell’opinione pubblica e di tutti gli elettori. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca – cit. Giulio Andreotti.

Spero di ricevere una risposta che sia positiva per tutti gli enti all’interno della casa degli italiani.

La stessa comunicazione, onde evitare che il Ministro Angelino Alfano non la riceva in tempo, l’ho inviata in copia all’Ambasciatore italiano a Berna, al Console generale d’Italia del Canton Ticino, al presidente del Comites di Zurigo, perché il 7 luglio è alle porte e la serenità degli studenti, delle famiglie, degli associati e di tutti i connazionali che frequentano la Casa d’Italia merita doveroso e insindacabile rispetto.

LA LETTERA

All’attenzione del Governo Gentiloni e del Ministero degli affari esteri,

Egregio Ministro Angelino Alfano,

faccio riferimento alla Casa d’Italia di Zurigo, le rendo noto che la disdetta inoltrata dal Console di Zurigo, a tutti gli enti della Casa d’Italia di Zurigo, per allentare dalla struttura il polo studentesco, le associazioni, il servizio di sostegno ai genitori, il ristorante italiano, non rispetta il vigente regolamento svizzero, ossia, il codice delle obbligazioni in materia di locazione, in particolare i termini temporali, trattandosi di attività commerciali, la stessa andava recapitata sei (6) mesi prima e non tre (3).

Vi rendo noto, inoltre, che questo atteggiamento metterebbe in serio pericolo anche l’esistenza giuridica delle stesse associazioni, del servizio di sostegno ai genitori e gli altri enti tutti.

Il termine del sette (7) luglio, quindi, non è corretto e la stessa andrà nuovamente inoltrata a tutti gli enti secondo legge.

L’emergenza strutturale è facilmente verificabile come non veritiera, cui le chiedo di ritirare, entro il prossimo 8 giugno, la disdetta inviata a tutti gli enti dal Consolato d’Italia di Zurigo, onde evitare inutili azioni legali presso l’ufficio svizzero di conciliazione di Zurigo.

Cordiali saluti,

Gerolamo de Palma
Coordinatore MAIE del Canton Ticino