Caro Renzi, col Tfr in busta paga uccidi le piccole imprese – di Marco Chierici

Gent.mo

Presidente del Consiglio dei Ministri

Matteo Renzi,

       non so se lei mi obbligherà a corrispondere ai miei dipendenti il TFR mensilmente, ma lasci che esprima quella che sarà la grave conseguenza di questo provvedimento, almeno per quel che mi riguarda come piccolo imprenditore. Ho una società di servizi e sia i nostri ricavi che i nostri costi sono influenzati al 95% dall’incidenza della manodopera. Abbiamo creato in due decenni centinaia di posti di lavoro e mai ottenuto un incentivo o un aiutino statale. Tra i nostri clienti sono molto numerosi coloro che saldano le fatture dopo mesi, molti mesi, addirittura dopo un anno. Sono abituali le cause legali per il recupero dei nostri crediti, cause che costano sudore, denaro e attese lunghissime. Se osiamo addebitare pochi euro di interessi ai ritardatari, costoro ci spediscono una disdetta e non li vediamo più… puff, cliente perso. Naturalmente utilizziamo affidamenti bancari e li paghiamo anche piuttosto cari.

Lei sostiene che chiederà la collaborazione dell’ABI per le PMI nel caso dovessero affrontare questa vicenda del TFR. Probabilmente le banche ci concederanno altri fidi, ma pagandoli e questo indebiterà ancora di più le piccole aziende, molte delle quali fallirebbero. Non parliamo delle fidejussioni personali che gli istituti di credito giustamente esigono a garanzia.

I dipendenti si vedrebbero rompere il loro unico salvadanaio, solitamente utilizzato per spese importanti di ogni famiglia: acquisto di un immobile o spese mediche. Non è da escludere che l’operaio medio impieghi per le spese ordinarie mensilmente questo “rateo” del TFR e si trovi nell’impossibilità o nell’incapacità di accantonare qualche banconota per il suo futuro. Cosa sarei costretto a fare io come piccolo imprenditore? Volete il TFR ? Okay, vi do il TFR ogni mese, però il salario ve lo consegno quando i clienti mi pagano, cioè dopo 3, 5 , 7 mesi o dopo un anno. Le piace come soluzione? Che succederebbe? Un vero casino succederebbe ed io manderei i miei dipendenti a Palazzo Chigi a chiedere spiegazioni.

La sua proposta, che mi auguro non sia mai realizzata, sarebbe per lo Stato una bella furbata, una spintarella fasulla all’economia con i nostri stessi soldi. Sbagliato presidente, è un errore di valutazione suo e dei suoi ministri che si occupano di economia. Per rilanciare l’economia dovete abbattere drasticamente il cuneo fiscale e non raschiare il fondo del barile. Sarebbe volgare menzionare Ricucci, ricorda? Ma dai, citiamolo. L’immobiliarista Ricucci disse in romanesco in un intercettazione telefonica: “vogliono fare i froci cor culo degli artri”. Ecco, il suo governo vorrebbe rilanciare l’economia utilizzando i miseri risparmi di piccole imprese e di famiglie di operai e impiegati dipendenti. Un dipendente lei lo sa quanto costa? Costa circa 2,5 volte all’impresa quello che percepisce; una vera vergogna. Abbattete il cuneo fiscale e invertite la tendenza del debito pubblico, paurosamente lievitato al suo massimo storico. Non sprechi signor presidente il suo talento, la sua grinta, il suo entusiasmo, la sua occasione di risanare questo malandato paese.

Avrei altri cento opinioni da esprimere, cento suggerimenti da proporle, ma non intendo fare la parte del Diego Della Valle di turno. Cordialità sincere e buon lavoro.

NESSUN COMMENTO

Comments