Caro Monti, prenda esempio dal grande Pertini – di Emanuele Esposito

Caro Monti, io non sono un professore, non sono laureato alla Bocconi, non sono un economista, non sono uno legato alla Città del Vaticano, ma sono un normalissimo cittadino della Repubblica Italiana. Un mio vecchio maestro, che non era un economista, mi disse un volta: quando ti troverai in difficoltà economiche, spero mai, riguarda tutte le tue spese e forse troverai delle voci che tu riterrai spese di cui puoi fare a meno, almeno per un po’: bada bene, non stiamo parlando di spese inutili, ma che possono essere evitate.

Seguendo il ragionamento elementare di quel maestro io mi chiedo: è mai possibile che un economista, per giunta Professore alla Bocconi, non sappia vedere dentro i numeri? O forse semplicemente i poteri forti non gli permettono di ficcare il naso in quei numeri, e quindi si rivolge ad altri, al cittadino normale, a cui chiede l’impossibile? Troppo comodo così.

Non voglio fare demagogia, quella lasciamola fare ai signori parlamentari: essendo un cittadino normale mi sono andato a rivedere una serie di cosettine. Partiamo dagli enti inutili: lei, caro Monti, sa quanto me e forse più di me che di questi carrozzoni in Italia ce ne sono tanti, e tanti giornalisti ne hanno parlato, alcuni ci hanno fatto dei libri di successo. Parliamo del contributo, o meglio rapina legalizzata, elettorale: non riesco a capire che senso abbia questa TASSA RAPINA, sarei curioso di sapere lei da professore come lo spiega ai suoi studenti Universitari.

Il suo Ministro dell’ambiente ha mostrato un interesse sugli OGM, dicendo che possono portare benefici: quali? Non riesco ad individuarli. Siamo il Bel Paese, dove tutti ci invidiano la nostra cultura alimentare, dove abbiamo il cuore della dieta mediterranea, abbiamo milioni di ettari di terreni demaniali che possiamo usare e il suo Ministro ci viene a dire che gli OGM sono importanti per noi. Non vedo il nesso tra gli OGM e la dieta mediterranea e i nostri terreni, lei forse potrà spiegarmi meglio la questione.

In questi mesi, lei ha dovuto affrontare non pochi problemi economici: il famoso spread, il rischio di un fallimento… Diciamo che oggi il rischio lo abbiamo solo rimandato: non credo francamente che la crisi economica sia lontana, se questo Stato non cambia direzione di marcia, facendo investimenti sulle nostre risorse, cultura, agroalimentare, ricerca, lavoro, e forti tagli agli sprechi non usciremo indenni da questa crisi che ormai e’ più psicologica che reale.

So bene che è facile più a dirsi che a farsi, e capisco benissimo la sua posizione e quella dei suoi Ministri, in fondo siete un governo tecnico tenuto in vita dall’ABC del Parlamento, quindi qualsiasi proposta sensata che lei porti in Aula non passa se non grazie agli accordi più o meno sottobanco.

L’Italia e’ un Paese anomalo si sa, e’ dai tempi di Giulio Cesare che combattiamo gli uni contro gli altri per avere il potere, e nonostante i cambi di Imperatori e Governi l’Italia che domani compie 151 anni della sua seconda vita democratica non e’ cambiata dai tempi dell’Impero romano; tranne forse che in quel tempo a livello internazionale eravamo i padroni assoluti, oggi siamo forse la ruota di scorta di qualche Paese che si dice amico. Non siamo capaci di imporre una nostra linea politica, economica, non siamo capaci di difendere i nostri connazionali all’estero, non siamo capaci di difendere le nostre risorse. Siamo praticamente una succursale dei poteri internazionali, siamo il Paese più copiato al mondo, vedi agroalimentare, abbigliamento, e tanto altro. Eravamo un Paese di Poeti, Santi e Navigatori, siamo un Paese di Pappagone.

Non credo che il cambio di governo abbia portato migliorie allo Stato Italiano, diciamo che abbiamo fatto contenta una certa parte politica che voleva entrare dal portone principale nei palazzi del potere, e ci sono riusciti come nella classica commedia all’Italiana; il PRESIDENTE Pertini una roba del genere non l’avrebbe mai permessa, e lo sa perché? Lui prima era un signore e poi forse un politico, ma politico non lo e’ mai stato in realtà, e’ rimasto cittadino Italiano fino alla fine, un normale cittadino Italiano.

L’Italia e’ un grande Paese visto in cartolina e per fortuna ancora e’ una bella cartolina, continuando così rischiamo di far diventare questa cartolina una foto da museo, se siamo capaci di difendere la storia dei nostri tempi. Siamo malati, ma la nostra malattia è cronica e mai e poi mai riusciremo a stanare questa malattia: l’unica cosa da fare è cercare di essere cittadini normali prendendo esempio dal grande Pertini.

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