Cari italiani all’estero, se votate Pd sono cavoli vostri: ecco perchè

Chiudono ambasciate e consolati, vendono le sedi degli Istituti di cultura, impongono nuove tasse e pesanti tagli: e vorrebbero tornare a chiedere il nostro voto? Ma con che faccia?

Dal 2013 ad oggi le cose per gli italiani all’estero sono senz’altro peggiorate. Lo stesso vale per i frontalieri. Gli eletti oltre confine del Pd pretendono di riscuotere successo e stima sul territorio, ma a guardare ciò che hanno combinato a Roma sembra impossibile che i connazionali possano riceverli con animo positivo e riconoscente. Anzi, gli italiani nel mondo non riescono a capire che cosa ci stiano a fare dei loro rappresentanti in Parlamento quando, pur facendo parte della maggioranza di governo, non riescono a cavare un ragno dal buco.

Almeno stessero zitti. Invece continuano a inondarci con i loro comunicati senza senso. Forse davvero pensano che noi italiani all’estero siamo tutti un po’ deficienti.

L’On. Laura Garavini, per esempio, deputata dem eletta in Europa, in una nota rivolge i suoi complimenti “al Governo Gentiloni, che rende possibile la convocazione dell’Assemblea plenaria del CGIE entro la fine dell’anno”.

Vorrei ricordare all’On. Garavini che negli ultimi sono stati chiusi tantissimi Consolati, molte Ambasciate, vendute le sedi di tante Case d’Italia, cancellati quindi i servizi e i luoghi di ritrovo della comunità italiana residente all’estero, ridotti i finanziamenti alla cultura e lingua italiana. Senza dimenticare centinaia di pensionati italiani truffati in Svizzera da funzionari legati a doppio filo a patronati appartenenti al mondo della sinistra.

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Mentre il collega di Garavini, Alessio Tacconi, prosegue nel fare interrogazioni parlamentari e comunicati stampa che come sempre lasciano il tempo che trovano, visti i risultati ottenuti fino ad oggi, si sveglia il presidente del Senato Grasso e dice che i figli degli stranieri meritano la cittadinanza più degli italiani all’estero, che hanno dimenticato la loro Patria.

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In merito a questa affermazione credo si debba leggere la mia risposta al Presidente del Senato, l’infelice affermazione di Pietro Grasso ha fatto letteralmente scatenare l’ira di tutta la comunità italiana residente nel mondo.

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Oltre a queste comunicazioni e proposte ricordo a tutti gli italiani residenti in Italia e all’estero che il debito pubblico – la spesa della pubblica amministrazione – ha raggiunto un nuovo record storico in questa legislatura, che sono state vendute le strutture all’estero destinate alla comunità italiana, togliendoci i servizi ed il tetto da sopra la testa.

Sempre questi Governi di sinistra hanno imposto la tassa di 300 euro sulla cittadinanza, tolto gli spazi alle associazioni e alla comunità italiana nella storica Casa d’Italia di Zurigo, venduto quella di Locarno, messo in vendita quella di Lucerna, chiuso tantissimi Consolati in Svizzera e nel mondo, provato a vendere l’unico Consolato aperto in Ticino, struttura che sembra essere stata donata da un benefattore per garantire alla comunità italiana servizi e spazi per il loro tempo libero.

Gli italiani che vivono all’estero pagano la tassa sui rifiuti per 365 giorni all’anno allo Stato italiano per le case di proprietà ereditate ma utilizzate per qualche settimana e non ovviamente tutto l’anno, tasse come se quelle abitazioni fossero case di villeggiatura mentre all’estero pagano l’affitto; per anni subiscono la doppia imposizione fiscale, dal 2018 per i frontalieri ci saranno ulteriori tasse da pagare.

In merito a quanto scritto chiedo a tutti i lettori di ItaliaChiamaItalia e agli elettori all’estero e in Italia: che ci facciamo con le affermazioni di Garavini (PD), le interrogazioni di Tacconi (PD) e le fantasie del Presidente del senato Pietro Grasso (PD)? Teniamocele bene in mente quando molto presto avremo in mano la matita per votare, sarà quello lo strumento per liberarci una volta per tutte di personaggi che sono bravi soltanto a tenersi stretta la poltrona. Al prossimo giro, a casa.

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