Carabiniere ucciso, mercoledì funerali solenni a Lodi

Mentre proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri di Milano e di Lodi per identificare il o i responsabili della morte di Giovanni Sali, il carabiniere di quartiere ucciso sabato scorso a Lodi, sono cominciati i preparativi per restituire la salma ai suoi cari. Oggi, infatti, si e’ aperta la camera ardente, e per domani sono previsti i funerali, in forma solenne, nel duomo di Lodi. Il feretro e’ da stamani esposto all’omaggio della cittadinanza nella sala consiliare del municipio di Cavenago D’Adda (Lodi), la cittadina in cui il militare risiedeva.

Carabinieri, amici, e semplici cittadini hanno portato il loro saluto, silenziosamente, nella camera ardente. Tante le persone in lacrime, anche tra quelle che non lo conoscevano. In occasione dei funerali dell’Appuntato scelto, domattina alle 11, l’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino invitando tutti, privati e commercianti, ad esporre bandiere a mezz’asta in segno di lutto e a osservare un minuto di silenzio al termine delle esequie. La sua parrocchia non e’ quella in cui gli verra’ tributato l’ultimo saluto, ma la curia ha deciso per il Duomo di Lodi in quanto Giovanni era il carabiniere di quartiere del centro storico del capoluogo di provincia, da tutti stimato e conosciuto.

Anche il prefetto di Lodi, Pasquale Gioffre’, ha voluto ricordare alcuni momenti passati con il militare ucciso. ‘E’ stato veramente un colpo tremendo. La nostra e’ stata un’amicizia cresciuta a poco a poco nel tempo. All’inizio lui mi salutava mettendosi sull’attenti. E io sapevo che se volevo incontrarlo dovevo uscire, per fare il mio giro pomeridiano nel centro storico, alle 16. Allora lo trovavo ed era un piacere incontrarlo: per la simpatia e per l’umanita’ che lo contraddistinguevano. Quando lo vedevo era il piu’ tranquillo, per tutti quanti. Questa e’ stata una perdita molto grave per tutta la collettivita”.

Sul fronte delle indagini, intanto, dopo che l’autopsia, eseguita ieri pomeriggio, ha evidenziato l’assenza di evidenti segni di colluttazione sul corpo della vittima, si attendono ora gli esami istologici, come la comparazione delle eventuali tracce di sangue con quello del militare, per verificare che non ci siano tracce biologiche di estranei, l’esame di eventuali frammenti di pelle o altro, che potrebbero essere disponibili, almeno in parte, domani o dopo. E si attendono anche le risultanze delle comparazioni balistiche sui proiettili trovati sul luogo del delitto e l’arma del carabiniere. Solo dopo, forse, sara’ possibile ricostruire la dinamica dell’accaduto, per dare delle risposte certe alla cittadinanza rimasta scossa da questo assurdo delitto.

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