Cappelli (MAIE), il ‘turismo delle origini’ che l’Italia non sfrutta abbastanza

Pietro Cappelli, coordinatore del MAIE a San Gallo, Svizzera, e consigliere del locale Comites, si trova in questi giorni a Lipari, in Sicilia, sua terra natale. Cappelli in una nota torna su un tema molto caro al MAIE, quello del turismo di ritorno: "Il governo italiano, alla perenne ricerca di risorse per rilanciare e diffondere occupazione e cultura, avrebbe il modo di giocare una carta vincente con il cosiddetto ‘turismo di ritorno’, quello delle seconde e terze generazioni di italiani all’estero. Sono i figli e i nipoti di nostri emigrati che hanno mantenuto la memoria delle radici e hanno trasmesso loro le tradizioni, i sapori, i colori, le storie e i luoghi delle origini. Sono tanti i giovani che vorrebbero visitare paesi e paesaggi di cui hanno favoleggiato i loro padri e che trovano ostacoli nella realizzazione dei loro desideri. Nessuna agenzia pubblicizza all’estero paesini e località deliziose fuori dal circuito di massa”.

“Eppure – prosegue Cappelli -, tutti sanno che il turismo è il petrolio dell’Italia, ed è oro nero anche quello di ritorno. Basterebbe valorizzare il settore su internet e sui social così cari ai più giovani, mostrando sulle mappe gli itinerari più suggestivi della propria terra d’origine. Una via franchigena dei sentimenti da percorrere con l’entusiasmo della gioventù. E da riproporre in futuro ai figli dei figli. L’economia può tornare a girare, se si hanno le idee giuste; l’Italia è ricca di piccole storie sconosciute ai più che possono rivivere nei cuori, come certe belle canzoni intramontabili. Per richiamare nuovi flussi turistici dall’estero – conclude Pietro Cappelli – occorre saper toccare le corde giuste. Se avessimo governanti capaci e lungimiranti…"

NESSUN COMMENTO

Comments